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Da due anni esiste una Agenzia europea per l’asilo: ecco come farci uno stage (ben pagato)

È nata solo due anni fa, nel 2022, con l’obiettivo di sostenere le autorità nazionali dei paesi dell’Unione europea nell’attuazione del sistema comune di asilo fornendo assistenza operativa e tecnica: l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) con sede a La Valletta, Malta, offre aiuto operativo e tecnico ai paesi europei e come tutte le istituzioni e agenzie di questo tipo ha un proprio programma di stage. Il tirocinio dell’EUAA offre un rimborso spese mensile di quasi 1400 euro (1.376,89 per la precisione) e ha una durata di sei mesi rinnovabili per altri sei. Venti le posizioni di stage disponibili per il 2025. Al tirocinante è garantito anche un rimborso delle spese di viaggio di inizio e fine stage per chi abbia il luogo di residenza a una distanza superiore i 100 km. Si ha poi diritto a due giorni di ferie al mese e, in aggiunta, si possono utilizzare fino a 10 giorni per partecipare a concorsi, esami o anche per motivi familiari, anche se è necessario inviare una giustificazione scritta e in ogni caso informare il proprio consulente. Per partecipare è necessario essere un cittadino di un Paese membro dell’Unione europea o associato Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera), avere una laurea di primo livello o aver completato almeno i primi tre anni di studi universitari e avere una conoscenza almeno a livello B2 dell’inglese. Gli stage possono cominciare il primo o il 16 di ogni mese.  Per partecipare alla selezione bisogna controllare il sito dell’EUAA visto che l’avviso di reclutamento, con tutte le informazioni sullo stage, è di norma pubblicato per un mese intero. A quel punto se interessati è necessario inviare la propria domanda online attraverso il sito dell’agenzia. Prima ancora si deve, però, creare il proprio profilo sul sito per poi rispondere all’offerta di stage. Una volta presentata la propria candidatura è possibile seguire lo stato delle domande inviate all’interno del proprio account EUAA. I candidati, si legge online, «sono selezionati dalle risorse umane in modo obiettivo e imparziale, sulla base dei criteri previsti dalle regole di tirocinio e dall’esigenze dell’Agenzia». Quelli poi che supereranno il primo screening «sono invitati a sostenere un colloquio a distanza che si svolgerà in inglese». Una volta completata quest’ultima fase, i risultati saranno comunicati a tutti i candidati che hanno partecipato al colloquio. Se selezionati si farà parte di un grande gruppo di lavoro che per quanto nato da relativamente poco tempo conta più di 500 dipendenti e ha il compito, tra le altre cose, di inviare assistenza operativa ai paesi dell’Ue che devono far fronte alla pressione migratoria, migliorare il coordinamento con i paesi di origine e di transito e tutelare i diritti fondamentali dei richiedenti asilo. Il quartier generale dell’Euaa, si diceva, è a Malta, ma gli uffici sono dislocati anche in Italia, Grecia, Cipro, Belgio e Spagna. L’obiettivo dello stage è aiutare i giovani a crescere professionalmente, verrà, infatti, «assegnato un mentore che aiuterà a sviluppare le capacità e competenze» dei tirocinanti e si lavorerà in un ambiente multiculturale con «un sano equilibrio tra lavoro e vita privata». Particolarmente utile, per chi fosse indeciso, è dare un’occhiata ai video disponibili anche su YouTube in cui ex stagisti invitano a far domanda in «un posto dove si può fare la differenza», «lavorando a fianco degli esperti dell’Unione europea in materia di protezione internazionale», sviluppando «competenze preziose per il futuro».   Al momento è possibile candidarsi fino al 31 ottobre in 18 differenti dipartimenti: dall’ufficio stampa a quello legale, dagli affari europei alle risorse umane. Qui è possibile dare un’occhiata a ognuna delle singole posizioni.  Molto utile è il documento con tutte le Faq, in cui sono disponibili 41 domande e risposte. Leggendole si apprende che gli stagisti saranno impiegati 40 ore a settimana per 8 ore al giorno. Il primo giorno di tirocinio «ci sarà una riunione di benvenuto durante la quale saranno illustrati i maggiori elementi dello stage».  Non c’è alcun limite di età per fare domanda ma l’Agenzia precisa che il programma di tirocinio è rivolto a neolaureati per acquisire una prima esperienza lavorativa.L’agenzia incoraggia i candidati con disabilità a presentare la propria candidatura, indicando l’invalidità e segnalando anche di quali tipi di facilitazioni si ha bisogno. Presentando poi una certificazione scritta si ha diritto a un supplemento del 50 per cento del rimborso spese. In generale si garantisce pari diritti per genere, razza, etnia o origine sociale e per qualsiasi altro tipo di orientamento ed opinione.  Nessun problema, poi, per quanto riguarda la copertura sanitaria. Grazie alla Tessera Europea di Assicurazione Malattia, che in pratica è il retro della Tessera sanitaria italiana, è possibile accedere alle prestazioni mediche a Malta così come i cittadini del posto.  Se a questo punto si avesse voglia di far domanda ma si è ancora un po’ indecisi, un video in cui sono protagonisti alcuni stagisti toglie ogni dubbio in pochi secondi definendo l’isola come accogliente, vivace, piena di risorse. Non resta che dare un’occhiata alla guida utente con gli ulteriori dettagli per creare il proprio profilo e mandare subito la candidatura. Cercando di non ridursi all’ultimo istante visto che, precisa l’EUAA, il sistema potrebbe essere sovraccarico e in quel caso l’invio non è garantito.  Marianna LeporeFoto: EUAA credits  

Elezioni in Liguria, la promessa di Orlando: «Aumenteremo l’indennità degli stage a 800 euro al mese»

Domenica 27 e lunedì 28 ottobre in Liguria si vota per le elezioni regionali, per decidere chi sarà alla guida della Regione per i prossimi cinque anni dopo le dimissioni anticipate dell’ex governatore Toti in seguito all’arresto per corruzione. Se vincerà il candidato del centrodestra, Marco Bucci, non cambierà molto per gli stagisti. L’attuale sindaco di Genova, sostenuto da sette liste del centro destra, continuerà nel solco degli ultimi nove anni guidati da Toti, durante i quali c'è stato un minimo aumento di 100 euro dell’indennità prevista per i tirocini extracurriculari (precedentemente ferma a miseri 400 euro) e, quest’estate, l’introduzione dell’obbligo di rimborso spese di 500 euro per i tirocini estivi di orientamento (provvedimento che riguardava poco più di 200 stagisti l’anno). Ma le cifre restano ben lontane da quelle stabilite da altre regioni, come il Lazio (800 euro) che ha il rimborso più alto in assoluto o il Piemonte, l’Abruzzo, la Valle d’Aosta, la Puglia e la Toscana (600).  Il candidato del centrosinistra, Andrea Orlando, attuale deputato Pd ed ex ministro del lavoro nel governo Draghi, nel suo programma elettorale ha inserito proprio il tema dei diritti degli stagisti. Del resto, era stato lui a ricevere quattro anni fa in occasione della Giornata internazionale degli stagisti le oltre 60mila firme raccolte a sostegno della proposta di riforma di stage e apprendistati. All’epoca ministro del Lavoro, Orlando aveva dichiarato il suo impegno «per politiche di accesso al lavoro che riescano a rispondere alle richieste delle nuove generazioni». E istituito un gruppo di lavoro al ministero sulle politiche giovanili, di cui ha fatto parte anche la fondatrice e direttrice della Repubblica degli Stagisti.   La sua promessa oggi è di aumentare l’indennità obbligatoria minima per i tirocini extracurriculari da 500 a 800 euro mensili. Così facendo, la Liguria andrebbe in testa, insieme al solo Lazio, tra le regioni più virtuose con i suoi stagisti.  Già a metà settembre Orlando dichiarava che «numeri e fatti ci dicono che i giovani nella nostra regione se ne vanno per cercare occasioni di lavoro migliore in altre regioni o all’estero, e mentre questo avviene la soglia di povertà assoluta che si registra nel nostro territorio è di 900euro. La cifra che viene corrisposta a un ragazzo che fa uno stage corrisponde a metà della soglia di povertà assoluta». Per questo motivo arriva la proposta «molto concreta: portare l’indennità a 800 euro». Provvedimento che riguarderebbe i circa 10mila tirocinanti extracurriculari della Liguria, secondo i dati dell’ultimo report relativo al 2022 dell’Agenzia regionale per il lavoro, la formazione e l’accreditamento.  «È una proposta fondamentale, che dice moltissimo sulla differenza tra Orlando e Bucci. Per Bucci lo sfruttamento fa parte delle regole del gioco. Se sei ricco e inserito il diritto a una retribuzione dignitosa te lo conquisti da te, se non lo sei è giusto che ti accontenti di quel che ti offrono», osserva Pietro Sapori, segretario dei Giovani Democratici Genova: «Orlando parte da un assunto banale, che in Liguria oggi è rivoluzionario: chi lavora deve poter vivere una vita dignitosa e sta alle istituzioni garantirlo. Un tirocinio extracurriculare richiede tempo, energia e impegno e il fatto che non sia una forma di lavoro come altre non giustifica che un datore di lavoro possa approfittarsi delle competenze e dell'impegno di tante e tanti giovani». I numeri raccontano di una regione che invecchia sempre di più e che perde forza lavoro qualificata visto che i pochi giovani rimasti si spostano in altri territori. L’Istat, nel suo ultimo censimento relativo al 2021, certifica che è la regione più anziana d’Italia, con un’età media di 49,4 anni.  Per questo motivo, per rilanciare l’occupazione, Orlando nel suo programma pone l’obiettivo di «tutelare la dignità del lavoro». Attenzione, dunque, non solo alle necessità dei tirocinanti, ma anche ai salari: «sarà prioritario approvare una legge che stabilisca un salario minimo pari a 9 euro lordi all’ora, per i salari dei contratti dei bandi e delle concessioni della Regione e delle proprie controllate» e «promuovere politiche del lavoro che prevedano premialità, nella stesura dei bandi regionali, per l’assunzione di una quota di lavoratori e lavoratrici under 35 e di lavoratrici donne», come già sperimentato per i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza«Queste proposte di Orlando, come anche l'aumento del congedo di paternità ad almeno 30 giorni, sono un tassello che deve però inserirsi nel più ampio mosaico della trasformazione della Liguria», spiega alla Repubblica degli Stagisti il segretario GD Sapori. «Ereditiamo una situazione disastrosa. Perché in Liguria manca lavoro buono? Perché non ne creiamo abbastanza. Capita, quando si è governato da una destra che ha tenuto bloccate opere strategiche fondamentali e che non ha saputo spendere tutti i fondi europei disponibili, che non ha mosso un dito per attrarre investimenti. Orlando è la migliore garanzia che tutto questo non accada. Ha in mente una politica per la casa seria, basata sul recupero dei 3mila alloggi Erp attualmente sfitti, di nuova edilizia residenziale pubblica attraverso programmi di rigenerazione urbana, di sostegno effettivo a chi ha difficoltà a trovare casa. Tutte cose a cui in Liguria siamo totalmente disabituati».Il segretario dei giovani democratici Sapori è convinto che Orlando possa rappresentare una rottura netta con il sistema fino ad oggi in vigore in regione. «Vediamola dal punto di vista dei ragazzi della mia età: che senso ha restare in Liguria se continuerà ad essere il regno degli interessi di breve termine dei soliti noti? Noi in Liguria vogliamo restare. E la vogliamo cambiare, da ponente a levante. Vogliamo lavoro di qualità, sostegno sulla casa, politiche culturali diffuse e gratuite. Che guardi al futuro e Orlando è l’unico davvero disponibile a farlo al nostro fianco. La sua visione abbraccia le nostre difficoltà e le nostre ambizioni».Proposte anche per quanto riguarda il settore universitario, per invertire l’emigrazione dei giovani verso atenei fuori regione, Orlando punta a rilanciare la Liguria come un grande campus per studenti e studentesse. Per questo promuoverà «in sinergia con i Comuni presso cui ha sede l’università, la realizzazione di foresterie e studentati da affittare in modo esclusivo e calmierato a studenti, contrattisti, ricercatori, a partire dalla rigenerazione del patrimonio edilizio sfitto». Ma anche un maggiore finanziamento del fondo per la concessione di borse di studio per «superare la situazione degli studenti idonei non beneficiari, che seppure in possesso dei requisiti, non ottengono la borsa di studio per insufficienza di fondi».  L’obiettivo del candidato del centro sinistra è quello di invertire la rotta e trasformare questa regione «che sta diventando inospitale per i giovani, protagonisti di un’emigrazione strutturale», e che sconta una crisi demografica fortissima. Ora che la battaglia tra i due principali candidati sembra al fotofinish, ogni voto in sostegno di Orlando diventa fondamentale. Soprattutto perché non è previsto il ballottaggio, quindi vincerà chi avrà ottenuto anche un solo voto in più rispetto agli avversari politici. Partecipare al voto diventa fondamentale, soprattutto per i giovani.Marianna Lepore

Basta tirocini gratis, ce lo chiede l'Europa: l'audizione di Eleonora Voltolina alla Camera dei deputati

Questo il testo dell'audizione di ieri, mercoledì 25 settembre, di fronte alle Commissioni riunite VII (Cultura) e XI (Lavoro) della Camera dei deputati nell'ambito dell’esame congiunto della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento e alla garanzia del rispetto delle condizioni di lavoro dei tirocinanti e alla lotta ai rapporti di lavoro regolari camuffati da tirocini e della proposta di raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità rafforzato per i tirocini. Vi ringrazio per avermi invitata ad approfondire il tema dei diritti degli stagisti. Le proposte di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio e di Raccomandazione del Consiglio rese pubbliche dalla Commissione Europea sei mesi fa, a marzo 2024, sono due documenti in effetti importantissimi per i giovani europei che si affacciano al mondo del lavoro; sono il risultato di anni di lavoro dei "parlamentari difensori degli stagisti", cito tra tutti l’eurodeputato Brando Benifei.Ora che è iniziata una nuova legislatura europea, l’iter di queste Direttiva e Raccomandazione sugli stage deve ricominciare ed essere portato a termine, in modo da ottenere due documenti ufficiali e, nel caso della Direttiva, far partire il noto “countdown” dei due anni a disposizione di ogni Stato membro per il recepimento.Il piccolo problema, se vogliamo aprire e chiudere una parentesi, è che nel nuovo esecutivo europeo è scomparso il Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali... il che ci pone un po' in ansia, ma possiamo pensare che a prendere queste deleghe sarà il commissario che dovrebbe, se confermato, occuparsi di “Equità intergenerazionale, gioventù, cultura e sport”, e cioè il maltese Glenn Micallef; oppure sarà la romena Roxana Minzatu, proposta da Ursula von der Leyen come commissaria alle “Persone, competenze e preparazione”.Ma comunque, il countdown non è ancora cominciato, perché questa Direttiva non è ancora stata ufficialmente approvata. Ci vorranno quantomeno un paio d'anni prima che si arrivi a un testo definitivo e ufficiale della Direttiva e della Raccomandazione.Ma comunque i testi che abbiamo a disposizione sono importantissimi. E voi potreste prenderli in mano e farne iniziativa legislativa.Perché aspettare che l'Europa ci obblighi? Se anche voi, come spero, condividete i principi di equità espressi nella Direttiva e soprattutto nella Raccomandazione, avete un grande potere nelle vostre mani: potete già oggi cominciare a lavorare per migliorare la vita degli stagisti italiani.Forse qualcuno tra voi già lo sa: l'Italia, che spesso è nota per arrivare ultima nel recepimento delle direttive europee e in generale nel “progresso” in campo legislativo, è invece uno dei primi Paesi al mondo dove i tirocinanti hanno visto riconosciuti dalla legge i loro diritti – anche grazie alla Repubblica degli Stagisti, che lavora per questo obiettivo da ormai quindici anni. Le leggi che in Italia hanno messo al bando i tirocini extracurricolari gratuiti – Regione per Regione, sotto il cappello delle Linee Guida della Conferenza Stato Regioni – risalgono ormai a 11-12 anni fa.Esistono però ancora grandi criticità per gli stagisti, e infatti uno degli obiettivi focalizzati dalla proposta di Direttiva europea è combattere gli stage che mascherano in realtà lavoro dipendente, utilizzati dai datori di lavoro per risparmiare sul costo del personale. Nel testo sono indicati i fattori che aiutano a scovare i tirocini fittizi: dalla mancanza di progetto formativo alla durata eccessiva, dall’aspettativa di “performance” dello stagista alla richiesta di “stagisti con esperienza”, fino alla sproporzione tra numero di stagisti e numero di dipendenti.E poi c’è la criticità più grande, l’ingiustizia più grande: gli stage gratuiti.Che in Italia per fortuna le Regioni hanno già vietato, quando si tratta di extracurricolari, che sono di loro competenza. Ma che lo Stato non ha ancora vietato, quando si tratta di curricolari, cioè di percorsi di formazione on the job svolti mentre si studia.E qui entrate in gioco voi. Perché qui, in Parlamento, voi potreste rivedere la normativa sui tirocini curricolari. Che è appunto di competenza statale... quindi: vostra. Ed ha veramente bisogno di essere rivista, dato che la normativa vigente risale al 1998, e non è assolutamente più in grado di tutelare adeguatamente gli stagisti!Io mi auguro che vogliate avviare un lavoro per riformare la normativa sui tirocini curricolari, dando anche a loro dei diritti, a cominciare da quello a ricevere un compenso.L’importanza del compenso ai tirocinanti è scritta chiaramente nella Raccomandazione di cui stiamo parlando oggi.«La mancanza di un'equa retribuzione e dell'accesso a una protezione sociale adeguata», cito, «costituiscono un ostacolo alla parità di accesso alle opportunità di tirocinio. In assenza di una fonte di reddito alternativa, i gruppi in situazioni di vulnerabilità tendono ad astenersi dall'intraprendere tirocini, in particolare quando la retribuzione è assente o bassa oppure quando si devono sostenere costi aggiuntivi, ad esempio per svolgere un tirocinio in una regione diversa o in un paese diverso». E in un altro documento, questa volta ufficiale – l'allegato 2 alla Risoluzione “Tirocini di qualità nell'Unione europea” approvata poco più di un anno fa, a giugno del 2023, dal Parlamento europeo – si legge che anche «i tirocinanti che effettuano tirocini finalizzati al conseguimento di titoli di istruzione dovrebbero avere accesso a un'adeguata compensazione». Quindi anche i curricolari! E viene specificato inoltre che in generale per tutti i tirocini dovrebbero essere previste per legge «condizioni di tirocinio dignitose, compreso l'importo della compensazione in linea con il costo della vita».Insomma: anche se non è scritta nella proposta di Direttiva, è evidente che l'indicazione e l’intenzione dell'Europa è quella di superare la grande ingiustizia dei tirocini gratuiti. Infatti, all'indomani della pubblicazione delle proposte di Direttiva e di Raccomandazione, lo scorso marzo, quello che all'epoca era commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, aveva scritto esplicitamente in un tweet che «nel recepire la Direttiva, gli Stati membri chiaramente dovrebbero vietare gli stage gratuiti»; e che questo divieto non aveva potuto trovare spazio nel testo della proposta di Direttiva perché legalmente alla Commissione non era possibile vietare esplicitamente gli stage gratuiti, per questioni di competenza normativa.Al momento esiste già, qui alla Camera, una proposta di legge per rivedere la normativa sui tirocini, depositata all'inizio della legislatura corrente, a novembre 2022, prima firmataria Chiara Gribaudo.Ripartiamo da qui. Facciamo partire un'azione concreta per migliorare la vita dei tirocinanti italiani, e in particolare di quei circa 300-350mila tirocinanti, il cui numero preciso nemmeno è noto, che fanno il loro percorso di stage mentre studiano, per esempio mentre fanno l'università o un corso professionalizzante post diploma o post laurea.Diamo a questi tirocinanti più diritti.L'ultima volta che sono stata in audizione qui di fronte a questa Commissione, nel 2022, ho concluso il mio intervento con una domanda ai vostri predecessori. Ho chiesto: cui prodest? A chi giova che i tirocini curricolari continuino ad avere pochissime tutele e vincoli? A chi giova che gli studenti possano ancora continuare a fare stage gratis? Se la risposta non è “i giovani”, allora vuol dire che qualcosa non va.Lancio lo stesso messaggio a voi, e un appello: che questa Commissione lavori per le giovani generazioni, per permettere loro di entrare nel mondo del lavoro in maniera dignitosa.

Tirocini presso l’Acer di Lubiana: si può far domanda tutto l'anno per le due sessioni di stage

Tra le organizzazioni dell’Unione europea che offrono tirocini ben pagati c’è l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia, (Acer), forse meno conosciuta di altre, che ha il compito di assistere e coordinare a livello comunitario le autorità nazionali degli stati membri dell'UE che si occupano di regolamentare i mercati dell'energia. L’Acer ha sede a Lubiana, in Slovenia, e ha cominciato la sua attività nel 2011.  È possibile inviare senza limite di tempo la propria candidatura perché l’Agenzia nel corso dell’anno seleziona continuativamente figure compatibili con i posti e le necessità disponibili. A quel punto si può essere contattati in ogni momento per essere “arruolati” come stagisti per le sessioni di settembre o marzo. Non essendo un’agenzia molto conosciuta, c’è più possibilità di trovare qualche posto disponibile. Per esempio, per la sessione che ha preso il via questo mese, a metà agosto erano ancora libere sei posizioni su un totale di 23.Come per tutti gli enti e istituzioni della galassia europea, che offrono un buon rimborso spese, anche per i tirocini presso l’Acer il numero di italiani che fanno domanda è altissimo. Da quando questo programma di tirocini è partito, nell’aprile 2019, fino a maggio di quest'anno l’Agenzia ha ricevuto 3.209 candidature, di cui 1.253 solo dall'Italia, che è stata in testa alle richieste fin dal primo anno dell'apertura del programma di stage: all'epoca le application ricevute furono solo 510, di cui ben 195 di italiani. Per la sessione primaverile 2024, per la quale gli stage sono cominciati lo scorso marzo, il primo Paese per numero di richieste è stato come al solito proprio l’Italia, seguito da Spagna e Francia. In questo caso – e non è scontato, perché in molti casi il primo Paese per richieste non coincide con il primo per selezionati – gli italiani sono stati anche i primi per numero di stagisti selezionati, sei su un totale di 19, seguiti dai francesi, con tre, da tedeschi, sloveni e ucraini, con due, e da belgi, finlandesi, greci e portoghesi, tutti con un solo stagista ciascuno. Primo posto per l'Italia per numero di candidature anche per la sessione autunnale 2023, seguita da Spagna e Francia. In questo caso, però, sui venti stagisti selezionati era stata la Germania la più rappresentata, con quattro stagisti, seguita dall’Italia con tre, e poi da Olanda, Irlanda e Spagna, tutti con due.  Per partecipare alla selezione è necessario avere una laurea almeno triennale e una buona conoscenza di almeno due lingue dell’Unione europea, di cui una sia l’inglese. Non c’è un limite d’età per far domanda, ma le faq segnalano che «il tirocinio presso l’Acer è un programma di formazione destinato a giovani laureati che offre un’opportunità di esperienza lavorativa», destinato quindi alle fasce più giovani tra i laureati.  Se selezionati, gli stagisti riceveranno un rimborso spese mensile di 1.265 euro. «Non sono previsti sconti o buoni pasto per il pranzo, i tirocinanti Acer, però, hanno diritto a una tessera mensile per il trasporto pubblico nella città di Lubiana». I tirocinanti che restano almeno tre mesi hanno poi diritto al rimborso delle spese di viaggio che è proporzionale alla distanza tra il luogo di residenza e la capitale slovena, ma solo se il luogo di residenza abituale è al di sopra dei 200 chilometri di distanza da Lubiana.  Una volta selezionati, Acer invia ai nuovi tirocinanti «un pacchetto di benvenuto prima del loro arrivo a Lubiana. Una brochure che contiene consigli per vivere in Slovenia e informazioni utili su Acer, per i primi giorni in ufficio, oltre a notizie su come trovare una casa e simili. Acer ha anche una vivace comunità di tirocinanti, quindi, prima dell’arrivo se lo desiderano è possibile inserirli in un gruppo Whatsapp che consente di fare rete e avere info sui luoghi in cui vivere», spiega l’ufficio stampa. Il primo giorno in ufficio il nuovo tirocinante incontra il team delle risorse umane ed è presentato al suo gruppo di lavoro. Proprio per aiutare i tirocinanti ad ambientarsi, Acer organizza anche «un corso di formazione introduttivo per i nuovi arrivati per comprendere il lavoro di ciascun dipartimento, oltre a drink informali per accogliere tutti i nuovi arrivati». Da quest’anno, poi, sta co-organizzando una scuola estiva di diritto energetico che si svolgerà a settembre e alla quale saranno invitati a partecipare i nuovi tirocinanti e fornirà informazioni sulle questioni più urgenti nel settore energetico offrendo anche preziose opportunità di networking con i principali esperti del settore.  Se si è interessati a far domanda, bisogna compilare l’application form, disponibile a questo link, e spedirlo insieme a una copia del proprio diploma all’indirizzo mail traineeship [chiocciola] acer.europa.eu Dopo aver mandato la propria application si riceverà una mail di ricevuta dell’invio che certifica l’andata a buon fine. A questo punto viene effettuata una prima scrematura e i candidati idonei le cui competenze, qualifiche e formazione soddisfano al meglio le richieste degli uffici e prima di una decisione finale possono anche essere contattati telefonicamente per verificare l’idoneità e le competenze linguistiche. Il colloquio telefonico si svolge in inglese. Terminata questa fase, il direttore dell’Agenzia seleziona i tirocinanti in base all’elenco dei candidati idonei e al numero di posti disponibili.   Una volta terminato lo stage, è possibile richiedere anche una proroga di ulteriori sei mesi. Chi è interessato può tentare anche la selezione per una posizione lavorativa all’interno dell’Acer. Sicuramente un tirocinio di questo tipo può essere importante nel proprio curriculum. Se selezionati si entrerà a far parte di un team che al momento conta 175 dipendenti, con un budget annuale di 32 milioni di euro per il 2024 e che dal prossimo anno sarà in crescita visto che in seguito alle nuove responsabilità assegnate conta di arrivare a più di 200 dipendenti entro il 2025.Marianna Lepore

Expat con figli? Questa ricerca è per voi!

Un tuffo nella vita delle famiglie italiane all’estero. È l’intento della grande ricerca aperta proprio in questo momento per indagare il tema della genitorialità “lontano da casa”. Siete italiani e vivete all’estero? Siete partiti portando già con voi figli, oppure ne avete fatti nel Paese dove vi siete trasferiti? Siete tornati dopo un periodo all'estero con qualche figlio al seguito? Allora questa ricerca è proprio dedicata a voi, e ha bisogno di voi: delle vostre voci, esperienze, considerazioni. Tutto, chiaramente, in forma anonima!Basta compilare il questionario qui sotto, elaborato dalla ideatrice della ricerca – la nostra Eleonora Voltolina, giornalista e fondatrice della Repubblica degli Stagisti. I risultati verranno pubblicati nella prossima edizione del Rapporto Italiani nel Mondo, curato da Delfina Licata, che già da anni ha un occhio attento per le famiglie italiane all’estero. Ma una ricerca così approfondita non era mai stata pensata. Il questionario online indaga infatti tantissime sfaccettature della vita e della quotidianità delle famiglie all’estero, troppo spesso ignorate. Che lingua si parla in famiglia? In che lingua studiano i figli? Come si mantengono i rapporti coi nonni e gli altri parenti rimasti in Italia? Come cambia, a seconda del Paese, la percezione dell'essere genitori, come si distribuiscono le attività di cura?Qui il questionario:Partendo da una riflessione sui dati sempre più bassi della natalità in Italia, la ricerca vuole anche cercare di capire se fare figli all’estero sia più “facile”: se ci siano condizioni migliori per le famiglie, più aiuti e incentivi da parte dello Stato, più servizi, un clima e una cultura più bimbi-friendly. O se, al contrario, la lontananza delle famiglie d'origine e specialmente dai nonni, specie nelle coppie dove entrambi i genitori sono italiani o nei genitori single, renda invece più difficile fare il numero di figli desiderato, per mancanza di un supporto logistico nella gestione della quotidianità.Infine, vuole raccogliere anche considerazioni e confronti tra la realtà italiana e le tante realtà all'estero in cui gli italiani si trovano a vivere, stabilmente o “in transito” per qualche anno.Il questionario online resterà aperto fino a fine settembre, e invitiamo di cuore tutti i genitori expat o ex-expat a partecipare!

Stage alla Commissione UE, rimborso salito del 33% in dieci anni: 1000 posti, domande entro fine mese

Ben mille posizioni di tirocinio disponibili presso la Commissione Europea per la sessione di stage che prenderà il via il primo marzo 2025 e durerà cinque mesi: è possibile fare domanda entro le 10 di venerdì 30 agosto. Il programma di stage, che prende il nome di Blue Book traineeships, nasce nel 1960 e da allora ha accompagnato generazioni di giovani.  I posti a disposizione, come detto, sono mille: da ottobre 2019, infatti, è stato stabilito questo numero per entrambe le sessioni di stage – quella di marzo e quella di ottobre, appunto. «Circa l’ottanta per cento dei mille tirocini per ciascuna sessione sono distribuiti tra i servizi della Commissione, in linea con la loro grandezza, con le priorità politiche della commissione e in base alle disponibilità di bilancio. I posti possono variare da una sessione all’altra», spiega l’ufficio stampa della Commissione europea alla Repubblica degli Stagisti: «Il 20% degli incarichi, circa 200, sono ripartiti tra sedici enti e agenzie. Anche il numero dei posti assegnati agli organi e alle agenzie dipende dalla loro grandezza, con un massimo di trenta posti. Al momento non è ancora possibile sapere il numero esatto per la prossima sessione di stage». Come tutti i tirocini in enti europei, anche in questo caso sono in tantissimi a far domanda – attirati anche dal buon rimborso spese mensile offerto: da ottobre di quest’anno sarà pari a 1.418,20 euro al mese. Una bella progressione della cifra destinata agli stagisti se si pensa che nel 2014 il rimborso era di “soli” 1.070 euro lordi mensili: c’è stato quindi un incremento del 33% in un decennio.Per l’ultima sessione di stage svolta, quella di marzo di quest’anno, sono arrivate quasi 13mila domande, di cui 8.375 da giovani provenienti da Paesi membri dell’Unione europea e 4.614 da Paesi extra europei. I selezionati sono stati 963, di cui 952 europei e 11 extraeuropei. Come spesso capita per tutti i programmi di stage nelle istituzioni europee, gli italiani sono i primi per numero di domande per la sessione di marzo di quest’anno, seguiti da francesi e spagnoli. Stessa graduatoria anche per la sessione di ottobre 2023. Invece per quanto riguarda i selezionati, se nell’ultima sessione avviata – quella di marzo – i Paesi con più persone che si sono aggiudicate un posto sono stati Germania, poi Italia e Francia; per la sessione precedente erano stati Germania, Francia e Spagna. In questo caso il numero di application era stato anche un po’ più alto, 9.083 dai Paesi membri dell’Unione europea e 4.619 da Paesi extra europei, di cui selezionati rispettivamente 929 e 17. Non c’è alcun limite di età per far domanda. I requisiti sono: un diploma di laurea almeno di primo livello, la conoscenza di una delle tre lingue di lavoro della Commissione europea – ovvero inglese, francese e tedesco – a livello C o madrelingua. La lingua materna viene considerata per l’idoneità ma non si riceve alcun punto in graduatoria. Quindi in pratica se si è madrelingua inglese, basta per far domanda ma in graduatoria si potrebbe essere superati per punteggio da un madrelingua italiano che parli l’inglese a livello C: un modo come un altro per limitare l’inevitabile vantaggio linguistico di chi nasce in un Paese in cui la lingua è una di quelle ufficiali della UE. Viene infine considerata la conoscenza di qualsiasi altra lingua ufficiale/di lavoro dell’Unione europea a livello minimo B2, compresa la lingua madre.  Non si può far domanda se si è già svolto un tirocinio, con o senza rimborso spese, di più di sei settimane (per la precisione 42 giorni) in una qualsiasi altra istituzione, organismo, agenzia dell’Unione europea, o per membri del Parlamento europeo. Se selezionati, oltre al rimborso spese mensile pari a 1.418 euro, si riceve anche «un’indennità di viaggio, ovvero una somma forfettaria calcolata in base alla distanza tra l’indirizzo di provenienza e il luogo di lavoro, un’assicurazione infortuni e un’assicurazione malattia: la Commissione contribuisce al 90 per cento, pari a 3,6 euro su 3,96 euro, dell’assicurazione infortuni dei tirocinanti», precisa l’ufficio stampa. Inoltre ai partecipanti è offerta «la possibilità di stipulare un’assicurazione sanitaria tramite il nostro contratto quadro con la compagnia assicurativa selezionata. Per la copertura primaria, la Commissione contribuisce al 66,6 per cento del costo totale, pari a circa 34 euro su un totale di 51 al mese». In più è prevista anche la copertura delle spese di viaggio e di alloggio per i tirocinanti che risiedono fuori Bruxelles e vanno in città soggiornandovi per la conferenza di benvenuto, l’accoglienza, le visite di studio all’inizio dello stage e il viaggio e l’alloggio per la conferenza di saluti finali.  La Commissione europea, e così l’ufficio tirocini, tiene molto al tema della diversità e «adotta misure speciali per massimizzare le pari opportunità, il trattamento e l’accesso a tutti i candidati indipendentemente dal sesso, dalla razza, dal colore della pelle, dall’origine etnica e sociale, religione, convinzioni personali, appartenenza a una minoranza, disabilità, età o orientamento sessuale». Promette dunque di prestare «la massima attenzione all’eliminazione di tutte le forme di discriminazione durante il tirocinio» e di rispettare «l’inclusione nelle procedure di selezione, offrendo a tutti i candidati pari opportunità di dimostrare pienamente le proprie competenze».  Per quanto i compiti dei tirocinanti possano cambiare a seconda dell’ufficio in cui si è inseriti, in linea di massima le attività quotidiane consistono nella partecipazione e organizzazione di riunioni, gruppi di lavoro e audizioni pubbliche; ricerca, redazione e revisione di documenti; sostegno alla gestione dei progetti; traduzione, revisione di traduzioni o ricerca terminologica; rispondere alle richieste di cittadini. La Commissione richiede «un approccio aperto alle questioni europee, disponibilità a lavorare in un ambiente multiculturale, un atteggiamento proattivo e contribuire al lavoro quotidiano da una nuova prospettiva».  C’è da chiedersi a questo punto cosa possa fare la differenza per riuscire ad essere selezionati. «Innanzitutto cominciare a compilare correttamente il modulo di domanda» è il primo suggerimento dell’ufficio stampa: «Consigliamo vivamente ai potenziali candidati di iniziare a preparare con largo anticipo la loro domanda e guardare e leggere attentamente tutte le istruzioni disponibili e le faq presenti sul nostro sito web». Domande che sono aggiornate e migliorate in ogni periodo di preselezione.  La fase di selezione è costituita da due scremature: una volta scaduto il termine per le domande, infatti, si preselezionano alcuni candidati, pari a tre volte il numero di tirocinanti finale – quindi circa 3mila – che sono ammessi al Virtual Blue Book. Questa prima fase, in cui vengono esaminate tutte le domande pervenute, può durare dalle dieci alle dodici settimane. Chi passa riceve una notifica via mail e un messaggio nel proprio account: a quel punto «ciò che conta di più è la motivazione per il posto di stage, le conoscenze, le competenze e l’impressione generale che si ha sul reclutatore».  Come ben spiegato sul sito, se si finisce tra i preselezionati si ricevono le istruzioni per collegarsi al portale del Virtual Blue book, dove sono proposte le varie posizioni di tirocinio. «I candidati possono presentare domanda per un massimo di tre posti e i servizi selezioneranno i candidati più idonei tra tutti quelli che hanno presentato domanda». Bisogna a quel punto caricare la lettera di motivazione personalizzata. Gli uffici scelti dal candidato potranno leggere i documenti e decidere di fare un’offerta di stage. «Solo quando l’ufficio tirocini pubblica l’offerta di tirocinio nel tuo account online e la accetti, la selezione sarà chiusa. In caso di rifiuto dell’offerta si è esclusi da qualsiasi altra futura proposta per la sessione».  Ma una volta concluso lo stage c’è qualche speranza di essere selezionati per qualche posizione lavorativa all’interno della Commissione? «I tirocinanti con meno di tre anni di esperienza professionale possono accedere al Junior Professional Programme della Commissione. Ogni anno vengono pubblicati inviti a manifestare interesse per il programma che consentono di presentare domanda ai tirocinanti idonei delle sessioni di marzo e ottobre. Il Blue Book Traineeship, tuttavia, va oltre l’esperienza di apprendimento presso la Commissione e i vari organismi associati. Attraverso le visite studio organizzato presso le altre istituzioni, le job fairs e le attività di socializzazione post lavoro, i partecipanti possono fare rete con potenziali datori di lavoro anche in altre istituzioni e servizi europei».  In aggiunta i tirocinanti, se vogliono, possono anche candidarsi per le posizioni temporanee in tutte le istituzioni europee che vengono periodicamente pubblicate dall’Ufficio europeo di selezione del personale. E in questo senso il Blue Book Traineeship Programme può essere di aiuto, visto che offre numerose possibilità di formazione su come scrivere un buon curriculum e una buona lettera di presentazione, su come prepararsi per il colloquio, motivo per cui «dovrebbero essere equipaggiati adeguatamente per le loro future opportunità di lavoro». Se si è interessati a tentare questa opportunità, oltre a leggere tutte le istruzioni per far domanda – dalla creazione dell’account alla compilazione del form online – si può dare una lettura anche alle Faq che contengono suggerimenti per trovare un appartamento, informazioni sugli orari di lavoro o sui giorni di ferie che è possibile prendere. In più c’è anche una sezione dedicata alle esperienze degli ex stagisti.Marianna Lepore

Liguria, obbligo di rimborso per tirocini estivi per evitarne l'uso distorto: 500 euro al mese garantiti anche agli studenti

È arrivata giusto a inizio estate la delibera della giunta regionale ligure che introduce l’obbligatorietà di un’indennità per i giovani stagisti che prendono parte a un tirocinio estivo di orientamento. Non è però l'unica regione a farlo: quasi tutte* prevedono per la fattispecie dei “tirocini extracurriculari estivi” una somma mensile obbligatoria. «Abbiamo deciso di modificare la legge perché abbiamo assistito in questi anni a un utilizzo distorto e improprio dell’istituto», ha dichiarato l’assessore al lavoro Augusto Sartori illustrando il provvedimento. La Liguria, sottile striscia di terra a nord est dell’Italia con un territorio pressoché tutto vicino alla costa, è molto gettonata a livello turistico, con alcune delle località balneari più famose d’Italia (nell'immagine qui accanto, Portofino).  Nei primi cinque mesi del 2024, da gennaio a maggio, ha ospitato un totale di 1 milione 550mila presenze, con una crescita dei turisti stranieri rispetto all'anno precedente. La regione ospita sul suo territorio un po' più di mille alberghi, e la scelta dei turisti è principalmente diretta verso queste strutture, visto che nei primi tre mesi del 2024 quasi 500mila persone hanno scelto l’albergo contro circa 170mila che hanno preferito le strutture extra alberghiere. Nel 2023 ci sono state oltre 16 milioni di presenze, con una crescita del tre e mezzo per cento rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Osservatorio turistico regionale. Crescono sia le presenze alberghiere che extralberghiere: il segno positivo coinvolge tutte e quattro le province, con l’intensità maggiore nella provincia di La Spezia.    Negli ultimi anni, non solo in Liguria ma in tutta Italia, si è visto un incremento dei tirocini nel settore ricettivo-turistico: nel 2012 quelli svolti in alberghi e ristoranti rappresentavano l’8,2% di tutti i tirocini extracurricolari attivati in quell’anno (che erano stati in tutto 186mila: in quegli anni i numeri erano molto più bassi rispetto ai tempi più recenti), mentre nel 2023 secondo l’ultimo rapporto annuale sulle Comunicazioni obbligatorie del ministero del lavoro hanno rappresentato quasi il 10%, e in numeri assoluti questo si traduce in oltre 27mila tirocini in questo settore a livello nazionale.  In molti casi purtroppo la brutta abitudine è quella di ridurre il personale regolarmente assunto con contratto stagionale e sostituirlo proprio con stagisti. In alcuni casi extracurricolari, ma in molti casi anche andando a pescare tra gli studenti di scuole superiore (specialmente quelli degli istituti turistico-alberghieri o linguistici), che d’estate non sono impegnati a scuola e magari hanno voglia di fare un’esperienza sul campo.   «I recenti orientamenti normativi e giurisprudenziali anche sovranazionali», ha aggiunto Sartori, «pur sottolineando il ruolo essenziale dei tirocini nella transizione dei giovani dall’istruzione o dalla formazione professionale al mercato del lavoro, ritengono il diritto alla retribuzione una condizione ottimale di accesso ai tirocini di qualità».    Qualche spiegazione in più sul perché la Liguria abbia voluto modificare la sua disciplina regionale in materia di tirocini estivi di orientamento, che è del 2018, la aggiunge Andrea Cacciavillani, dalla Direzione generale Formazione, istruzione e lavoro: «Abbiamo ritenuto che fosse opportuno riconoscere allo studente un’indennità minima per le prestazioni rese», spiega alla Repubblica degli Stagisti. «Fermi restando gli elementi che distinguono il tirocinio extracurriculare ordinario dal tirocinio estivo di orientamento, si tratta egualmente di un intervento di politica attiva del lavoro che richiede un cospicuo impegno orario, e che pertanto merita di essere retribuito, anche per evitare un utilizzo distorto di questo importante strumento».   Il nuovo provvedimento è già operativo e per i tirocini estivi di orientamento in corso c’è l’obbligo dell’indennità. «Abbiamo agito con una certa urgenza, per rendere la delibera applicativa già alla conclusione dell’anno scolastico» conferma Cacciavillani: «In questo modo ogni tirocinio estivo di orientamento svolto nell’estate 2024 sarà coperto dal provvedimento». La platea coinvolta non è vastissima, «nel corso del 2023 ci sono stati in totale 246 stage di questo tipo», ma il dato è «sensibilmente in crescita di anno in anno, testimonianza della capacità di questo strumento di intercettare le necessità dei giovani studenti».  La scelta regionale prende in considerazione i provvedimenti in materia di stage degli ultimi dieci anni. Iinfatti nel testo della delibera si legge che, considerati la Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 2014 sulla qualità dei tirocini che sostiene che gli stage senza rimborso spese «rischiano di limitare le opportunità di carriera di coloro che provengono da ambienti svantaggiati» e la condanna fatta dal Parlamento europeo con ben due risoluzioni, quella del 2022 e quella del 13 giugno 2023, in cui si fa riferimento al «diritto alla retribuzione», la Liguria sceglie di «conformarsi ai recenti orientamenti normativi e giurisprudenziali e rendere obbligatoria la corresponsione dell’indennità di partecipazione al tirocinio estivo di orientamento al pari di quanto previsto per i tirocini extracurriculari».   E qui bisogna fare qualche precisazione. Perché tecnicamente se una persona è iscritta a un percorso di formazione formalmente riconosciuto e svolge un tirocinio, questo è considerato uno stage curricolare. E proprio il ministero del Lavoro nel 2017 ha chiarito, ad esempio, che in ambito universitario vanno considerati come curricolari anche i tirocini svolti senza che ci sia un obbligo accademico o un corrispettivo di crediti formativi: basta che siano attivati quando una persona è iscritta in qualità di studente a un percorso formativo.   Secondo la giurisprudenza, i tirocini estivi di orientamento sono quei «tirocini promossi durante le vacanze estive a favore di un adolescente o di un giovane, regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado, con fini orientativi e di addestramento pratico». In generale hanno una durata massima più breve dei tirocini “normali”, sono sottoposti all’obbligo della comunicazione obbligatoria (inesistente invece quando si tratta di tirocini inquadrati come curricolari, in qualsiasi stagione vengano effettuati) e devono svolgersi nel periodo compreso tra la fine dell'anno accademico e scolastico e l'inizio di quello successivo. La Corte costituzionale con la sentenza numero 50 aveva stabilito che la disciplina «dei tirocini estivi di orientamento, dettata senza alcun collegamento con rapporti di lavoro, e non preordinata in via immediata ad eventuali assunzioni, attiene alla formazione professionale di competenza esclusiva delle Regioni». Sancendo quindi l’impossibilità per governo e Parlamento di legiferare in materia.  Insomma, pur essendo studenti, se questi giovani vengono intercettati per uno stage in mezzo tra la fine di un anno scolastico e l’inizio del successivo, e la scuola non c’entra nulla nell’attivazione dello stage, allora sono considerati tirocinanti extracurricolari, e i loro diritti e doveri nell’ambito di questo tipo di esperienze estive di formazione vengono stabiliti dalla loro Regione.  Già nel 2018  la Liguria aveva esplicitato la distinzione tra i tirocini estivi e i tirocini estivi di orientamento, nella delibera 466, definendo all’articolo 1 i tirocini estivi di orientamento come «tirocini extracurriculari […] specificamente attivati durante la sospensione estiva delle attività didattiche, a favore di un adolescente o di un giovane regolarmente iscritto a un ciclo di studi o a un percorso formativo». Sono quindi intesi come misure di politica attiva con finalità di addestramento pratico e classificati come «di tipo extracurriculare» perché «svolti al di fuori dei piani di studio e/o formativi e, come tale, differisce dai tirocini curriculari, previsti dai piani di studio».   Cacciavillani, dalla Regione, aggiunge che «il tirocinio estivo è un’esperienza con finalità formative e orientative, che offre agli studenti la possibilità di arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, facilitare le scelte professionali future e agevolare la transizione fra percorsi di studio e lavoro», e sopratutto «si svolge all’interno di un percorso di istruzione o formazione professionale ed è promosso direttamente dagli enti scolastici». Mentre il «tirocinio estivo di orientamento è attivabile nel periodo di sospensione estiva delle attività didattiche, all’interno dello stesso ciclo di studi, ed è promosso dai soggetti deputati a promuovere i tirocini ordinari», come centri per l’impiego, agenzie per il lavoro, enti di formazione.  Questo, quindi, spiega come mai nonostante siano rivolti a adolescenti tra i 16 e i 18 anni e giovani tra i 18 e i 25 anni compiuti, regolarmente iscritti a un ciclo di studi di ogni ordine e grado, non siano considerati come tirocini curriculari.   La delibera di inizio giugno, pur parlando dell’obbligatorietà del rimborso spese, in realtà non specifica a quanto ammonti. Questo perché «va a incidere sulla normativa dei tirocini estivi di orientamento del 2018, che richiama la disciplina ordinaria sui tirocini extracurriculari del 2017 per tutte le parti non esplicitamente normate dal provvedimento», spiega ancora Cacciavillani alla Repubblica degli Stagisti. In pratica vuol dire che è parametrata a quella dei tirocini extracurriculari ordinari e «si pone come base l’indennità minima dei 500 euro, da rimodulare sulla base dell’effettiva durata del tirocinio». Questo perché è possibile attivare un tirocinio anche di soli 14 giorni e in quel caso l’indennità di riferimento, quindi i 500 euro, deve essere parametrata sul numero effettivo di giorni. Le aziende hanno poi, volendo, anche la possibilità di incrementare l’entità dei rimborsi spesa.  Se come detto questo tipo di stage al momento coinvolge poco più di 200 stagisti l’anno, l’introduzione del rimborso spese obbligatorio forse farà crescere il dato in un settore, quello turistico, che in Liguria gode di ottima salute. Ovviamente il provvedimento copre qualsiasi tirocinio, in qualsiasi settore di attività; ma è altrettanto chiaro che la stragrande maggioranza di questi tirocini avviene e continuerà ad avvenire in strutture turistico-ricettive.  Che la crescita di presenze turistiche si verifichi principalmente d’estate, nonostante la destagionalizzazione (ovvero le politiche che cercano di redistribuire i flussi turistici su periodi diversi e più lunghi), e coincida con provvedimenti che incitano a pagare i tirocinanti anche minorenni nel periodo estivo potrebbe far pensare a una sostituzione degli stagisti a scapito degli stagionali. Va però fatto comunque un plauso alla scelta della regione Liguria di andare incontro agli stagisti “estivi”, anche minorenni, consentendo il riconoscimento di una giusta indennità mensile.  *Altre Regioni prevedono già  un’indennità mensile per questo specifico tipo di tirocini: il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte (con un rimborso di 200 euro per le spese di trasporto e mensa), la provincia autonoma di Trento, la Valle d’Aosta, la Lombardia, il Veneto, la Toscana, il Lazio,  l’Umbria, le Marche,  l’Abruzzo,  la Puglia, la Campania, la Basilicata,  la Sardegna. Marianna LeporeFoto di apertura: di pressfoto su Freepik

Comune di Milano, quattro progetti dell'assessorato al Lavoro per donne e giovani

L’evento Best Stage organizzato dalla Repubblica degli Stagisti con il patrocinio del Comune di Milano è stato quest’anno anche l’occasione per analizzare quelli che sono i progetti attivi in città e dedicati ai giovani grazie alla partecipazione di Alessia Cappello, da due anni assessora allo Sviluppo economico e politiche per il lavoro, molto attenta alle politiche di coinvolgimento ed empowerment dei giovani milanesi. Cappello ha raccontato a Eleonora Voltolina, direttrice della Repubblica degli Stagisti, tutti i progetti al momento in corso in provincia che riguardano i giovani.   «Stiamo portando avanti alcuni progetti che vedono attuazione per la prima volta in un contesto pubblico», esordisce l’assessora, «prendendo quello che di buono si fa in altri Paesi, come il job shadowing (ndr. un metodo di onboarding che consente di acquisire competenze e familiarizzare con un nuovo ambiente lavorativo). A volte ci sono delle cose ben fatte e basta anche solo copiarle, non serve sempre inventarsi chissà che cosa! E li abbiamo aperti alla popolazione, perché questo è quello che deve fare secondo me il pubblico: cercare di avere un impatto e di rendere le opportunità effettivamente possibili per una popolazione sempre più ampia». Progetti, quindi, a disposizione di chiunque sia domiciliato o residente nella città di Milano, anche nell’area metropolitana.   Primo, il progetto Osserva lavoro, già in corso da un anno e aperto ai giovani della fascia 18-25 anni. «Diamo l'opportunità a ragazze e ragazzi che stanno facendo un percorso di studi professionale o universitario, ma anche ITS o corsi professionali o ultimo anno di scuole superiori di guardare da vicino, come se fossero delle ombre, manager o professionisti che stanno facendo esattamente il mestiere che loro sognano di fare», spiega l’assessora Cappello. Per partecipare non c’è nessuna selezione all’ingresso, basta iscriversi raccontando cosa si sta studiando e qual è il proprio mestiere dei sogni «qual è la professione a cui ambiscono, per fare il matching perfetto con il tutor», cioè la figura che andranno ad osservare. Tra una settimana, il 16 luglio, ci sarà un evento in cui si racconteranno gli esiti di questo percorso: un modo, dice l’assessora, per mostrare «l'impatto della politica che si fa».  C’è poi un altro progetto, “Mentorship Milano” che è interamente dedicato all’empowerment femminile. «Dati alla mano sappiamo che il divario di genere, soprattutto nel contesto lavorativo che abbiamo in Italia, è elevatissimo: dieci punti sotto la media europea. Milano in realtà è in linea con la media, ma se il resto d’Italia non va bene non possiamo essere contenti dei risultati locali. Da qui, però si possono costruire progetti che possono avere un impatto ed essere ripresi anche in altri comuni, come è avvenuto proprio per Mentorship Milano». Ad oggi il progetto è stato adottato a Napoli, Parma, Torino, Monza, Lecco. «L’idea è quella di dare a ragazze tra i 18 e i 30 anni, che stanno studiando o lavorando o sono ferme con dubbi su cosa fare, la possibilità di fare degli incontri singoli con donne che hanno fatto un percorso di carriera, e magari in quella professione sono in posizioni di vertice», spiega Cappello, «e di confrontarsi per capire tante cose di sé». Lo scambio di competenze e l’apprendimento non riguardano, peraltro, solo le partecipanti giovani: «non c'è un'età per cui si smette di imparare e si apprende sempre da entrambi i lati».Come l'incontro tra generazioni possa produrre nuove idee e stimoli lo conferma, nell'incontro seguente, anche Alberta Pelino, Presidentessa della Young Ambassadors Society e Ceo di Fibi, start up a impatto sociale con l'obiettivo di contribuire a ridurre il financial gender gap tramite l'educazione finanziaria. «Sono proprio progetti di Mentorship come questo che possono aiutare. La crescita che ho avuto io e che ha avuto la mia start up, Yasha, è stata possibile grazie ai tanti mentori che ho avuto. E oggi sono felice di fare anche io da mentore».  Adesso, però, bisogna partire a tambur battente per diffondere la notizia della seconda edizione. «La prima ha avvicinato 550 ragazze, con le donne mentor che erano esattamente la metà per cui ogni mentor aveva due ragazze che affiancava in questo percorso. L’impatto è stato davvero importante, oltre l’86 per cento delle ragazze ha scoperto di avere delle competenze che non immaginava, il 63 per cento ci ha detto che ora si sente più libera di inseguire un sogno futuro, che prima teneva nel cassetto», snocciola l’assessora. Ora e fino a metà ottobre è aperto il bando per la seconda edizione, «latita un po’ la platea femminile di giovani ragazze. Perciò bisogna ricordare a tutti che è possibile iscriversi!». Alessia Cappello invita a non lasciarsi frenare da stereotipi e pregiudizi che possono portare a esitare nel mettersi in gioco: «È necessario scardinare un limite che come donne ci auto-imponiamo su vari fronti: percorso stem, carriera, maternità. Bisogna mettersi in gioco, questo è il messaggio. Mandate la candidatura!». L’edizione è aperta a tutti, anche a chi ha già partecipato. Perché nella vita si possono avere tanti mentor.  C’è poi un altro progetto in fieri nella città di Milano, che è stato inventato alcuni anni fa dall’allora assessora Roberta Cocco, ex amministratrice delegata di Microsoft Italia: STEM in the City, «un bellissimo progetto che oggi io raccolgo felicemente, perché è un tema cruciale». Il vero nodo è proprio quello delle fasce d’età a cui rivolgersi, perché «la tecnologia ha un cambiamento rapidissimo, quindi o siamo capaci di cavalcarlo o lo subiamo. E per cavalcarlo il target dovrebbe essere già nell’età della scuola elementare. Non sarà semplice, anche a causa della complessità dell’autonomia scolastica nel nostro Paese: è difficile riuscire a entrare nelle scuole e fare dei progetti di orientamento». L’idea è quella dunque di stringere nei prossimi mesi alleanze con presidi più innovativi delle scuole medie e superiori del territorio milanese per realizzare «in via sperimentale un anno di orientamento gestito con aziende o professionisti, che sono partner del nostro Patto per il lavoro comunale. Attraverso questi professionisti si può andare a raccontare un mestiere vero, una professione, raccontarla, trasmettere l’entusiasmo».  E poi c’è un progetto in fase di lancio che riguarda la genitorialità nei contesti professionali. «Nel nostro Paese, al secondo figlio il tasso di abbandono del lavoro da parte delle madri è elevatissimo», osserva l’assessora, neo mamma di una bimba e molto sensibile a questo tema. Anche qui l'idea è quella di farsi ispirare dai «tanti progetti bellissimi» che molte aziende realizzano, valorizzando queste best practices, «raccontando tutti gli aspetti positivi del fatto che si può continuare a lavorare pur essendo genitori, dividendosi i compiti». Il progetto sarà lanciato a breve, sarà gratuito e aperto a tutti senza limite, «sperando che partendo da Milano sia adottato in tutta Italia: perché poi il cambiamento lo vogliamo non solo per Milano, ma per il nostro Paese».   Alessia Cappello lancia nel suo intervento all’evento della Repubblica degli Stagisti anche un messaggio alle più giovani: partire dall’idea «che non esistono limiti. Pensare da subito che si può raggiungere qualsiasi cosa si voglia nella vita, qualsiasi ruolo. Si può fare qualsiasi tipo di formazione, non c’è un limite di età, di genere, di posizione, non c’è un limite sociale. Se andiamo avanti convinti di questo e mettendoci in gioco nel nostro piccolo quotidiano e nel nostro agire, cambia totalmente l’approccio. C’è quella rivoluzione culturale che è necessaria. Si può fare rumore nel proprio piccolo, nella propria casa, credendoci noi stessi senza porci limiti, perché molto spesso nel contesto femminile il primo limite siamo noi. Poi certo, il cambiamento si fa insieme, e dipende ovviamente anche dalla società intorno a noi, che crea dei condizionamenti di cui spesso non ci rendiamo nemmeno conto. Si finisce per essere noi i nostri primi limiti, il nostro primo nemico. E invece no. Siamo il nostro primo alleato». Marianna Lepore

Tirocini in calo nel 2023: meno 20% di attivazioni rispetto al 2019

Il 2023 ha fatto registrare il numero più basso di tirocini extracurricolari da dieci anni a questa parte (escludendo il 2020, in cui il Covid aveva per ovvie ragioni frenato “innaturalmente” attivazioni e svolgimento di questi percorsi). Poco meno di 284mila tirocini attivati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell'anno scorso, 283.985 per la precisione, secondo il Rapporto annuale sulle Comunicazioni obbligatorie pubblicato nelle scorse settimane dal ministero del Lavoro. Un calo del 10% rispetto al 2022; del 14% se confrontato con il 2021; il calo risulta addirittura del 20% se si fa il rapporto con i 356mila tirocini che erano stati attivati nel 2019.Ricordiamo come sempre che qui si parla esclusivamente dei tirocini svolti al di fuori dei percorsi di formazione (extra-curricolari, appunto): solo questi vengono tracciati attraverso le comunicazioni obbligatorie, e dunque solo su questi (con grande scorno della Repubblica degli Stagisti) il ministero del Lavoro dispone di dati precisi. Gli stage in Italia ogni anno sono complessivamente molti più di 300mila: si aggirano invece su una misura doppia, forse tripla, considerando tutti gli stage curricolari che sfuggono ad ogni rilevazione.Lo spaccato dei percorsi extracurricolari, quelli monitorati dal Rapporto sulle comunicazioni obbligatorie, vede un 52% circa di stagiste donne (poco più di 147mila in termini assoluti) e 48% di stagisti uomini (quasi 137mila); in oltre la metà dei casi gli stage sono stati svolti in una Regione del Nord.Le tre regioni dove i tirocini sono diminuiti in maniera più eclatante sono la Sicilia, dove in un solo anno si è volatilizzato un quarto dei tirocini (erano stati 16.200 nel 2022, nel 2023 si sono invece fermati a 12.200) e poi la Toscana, passata dai quasi 14mila del 2022 a poco più di 11mila l'anno scorso, e l'Umbria, da 4.300 a 3.500 circa. Toscana e Umbria hanno dunque registrato una riduzione di quasi un quinto da un anno all'altro. Brusco calo anche in Lombardia, che scende al di sotto della barra dei 60mila (59.500, quando solo due anni prima erano oltre 10mila in più); e in Veneto, da oltre 29mila a quasi 26mila.Completamente fuori trend invece la Calabria, dove nel 2023 si è registrato un aumento di addirittura il 19%, sfiorando le 9mila attivazioni di tirocini quando nel 2022 erano state solo 7.500.Nella classifica per "volume" la Lombardia resta comunque prima come numero assoluto di tirocini, con i suoi 59.500 percorsi attivati nel 2023, seguita da Lazio (circa 30.500), Piemonte (quasi 27mila), Veneto (quasi 26mila) e poi parimerito Campania ed Emilia Romagna, entrambe intorno ai 23.400.Il calo è distribuito in tutti i settori di attività, ma risulta più marcato in quello delle Costruzioni (al posto dei quasi 16mila stage del 2022, poco più di 13.700) con un 14% in meno. Il calo più vistoso è quello degli stage svolti nel settore delle attività svolte da famiglie e convivenze, -21%: ma si tratta di un settore davvero residuale (per fortuna) per quanto riguarda i tirocini, con solo 41 tirocini attivati nel 2023 (nel 2022 erano stati 52).Reggono invece – nel senso che calano, ma meno della media – i tirocini nel settore del Commercio e riparazioni (erano stati 73mila nel 2022, nel 2023 si sono fermati a 67.500), in quello Alberghi e ristoranti (da 29mila a 27mila), nonché nel settore specifico dell'Istruzione all'interno della macroarea "Pubblica amministrazione": nello specifico, da 7.640 nel 2022 a 7.099 nel 2023.In termini assoluti, le opportunità di stage in meno si sono verificate soprattutto nel settore Trasporti, comunicazioni, attività finanziarie e altri servizi alle imprese, dove nel 2022 erano partiti quasi 85mila tirocini, mentre nel 2023 le attivazioni si sono attestate un po' al di sotto di 75.500; e poi nel settore dlel'Industria "in senso stretto" (nel Rapporto è proprio definita così), dove si è passati dai 55mila del 2022 a un po' meno di 49mila nel 2023.Purtroppo, pur a fronte di un calo generale del numero di attivazioni, la specifica fascia di età degli stagisti anziani vede invece un aumento: 9.347 tirocini attivati nel 2023 nella fascia delle persone di oltre 55 anni, quando nel 2022 erano state 8.780. Eppure i tirocini a questa età sembrano inefficaci rispetto all'inserimento professionale degli over 50.Leggera diminuzione invece per la fascia di età 35-54 anni: qui i tirocini nel 2023 sono stati quasi 36mila, circa 2mila in meno dell'anno precedente.In ogni caso, la parte del leone per i tirocini la fanno come sempre i giovani: oltre 142mila tirocini, pari al 50%, ha riguardato persone al di sotto dei 25 anni, in maggioranza ragazzi (52,5%). I tirocini attivati su persone tra i 25 e i 34 anni sono stati invece 96.500, in questo caso con una marcata prevalenza di donne: quasi il 57% degli stage in questa fascia di età ha coinvolto giovani donne.Un 14% dei tirocini del 2023 è stato interrotto prima della fine prevista per volontà degli stagisti, in lievissima diminuzione rispetto all'anno precedente (dove le interruzioni di questo tipo avevano sfiorato il 15%), mentre si confermano rari (solo lo 0,4%) i tirocini che cessano su iniziativa del datore di lavoro.Rispetto alla durata dei tirocini, il ministero del Lavoro continua purtroppo a fornire un dato pressoché inutile: nel Rapporto è indicato infatti che "nel 2023 la maggior parte dei tirocini ha avuto una durata da 3 a 12 mesi (73% del totale)". Ma considerare insieme tirocini di 3 mesi e tirocini di 12 vuol dire affogare l'informazione, come da anni denuncia la Repubblica degli Stagisti: non si possono mettere nello stesso calderone esperienze di durata tanto diversa. Eppure, questo è il massimo che il Rapporto riesce a fornire.Ancora nessuna informazione sulla percentuale di assunzione post stage e sulle indennità medie percepite dagli stagisti: dati che il ministero del Lavoro raccoglie, ma che sceglie di non divulgare. Eleonora VoltolinaLa foto di apertura è di Nick Hillier da Unsplash

Giovani vicini o lontani dall'informazione? Dibattito sulla qualità dei contenuti, social media e partecipazione

«Non è che i giovani di oggi non si interessino all’attualità, alla politica. Ma lo fanno in modo diverso; e per questo il mondo dell’informazione sta cambiando, come quello del protagonismo o del creare e distribuire contenuti». Così Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti, ha introdotto quest’anno il momento di dibattito sui nuovi modi in cui i giovani cercano e trovano informazione online. L’evento annuale della Repubblica degli Stagisti, “Best Stage 2024”, che si è svolto a fine giugno a Milano con il patrocinio del Comune di Milano e il supporto di Nestlé, aveva come titolo proprio “L'informazione che rende i giovani più forti, il giornalismo che migliora la società” e ha chiamato a raccolta cinque realtà, alcune di nicchia, altre di larga diffusione, ma tutte molto amate dai giovani, – CNC Media, Factanza, Skuola.net, Stampa Giovanile e Young Ambassadors Society – a discuterne alla Fondazione Emit Feltrinelli di Milano. Secondo Lorenzo Agostini, caporedattore di CNC Media, conosciuto da tutti come “quelli della papera gialla”, che è il loro simbolo, tutto sta nel «cercare di fare un’informazione leggera senza però risultare banale, superficiale, mantenere un tono leggero trattando però anche argomenti importanti».  Il percorso di Cnc parte nel 2015 quando Francesco Brocca fonda CNC Media, oggi una holding che contiene anche University Network, Eccellenza Italiana, Pillole di Economia. Ma all’inizio era solo un progetto universitario, «un gruppo su Facebook con meme con l’obiettivo di informare. L’idea era solo creare una community, non diventare un player importante nel settore dell’informazione digitale», precisa Agostini. Oggi Cnc media conta più di 1 milione di follower su Instagram, 750mila follower su Facebook, 40mila su Linkedin, 20mila su YouTube, 70mila su TikTok  e porta avanti anche progetti diversi, come un “Festival universitario” realizzato lo scorso maggio e «dedicato a chi è uscito dall’università e non sa bene cosa fare dopo».  Quello che fa anche Factanza, fondata nel 2019 da Bianca Arrighini e Livia Viganò che oggi conta un team di 20 persone quasi tutte under 35. «Arrighini e Viganò, classe 97, erano studentesse della Bocconi e si accorgono che sui media tradizionali non ritrovavano l’informazione che avrebbero voluto», spiega Alice Giusti, Head of content di Factanza. «Così hanno creato una pagina Instagram per parlare di tematiche vicine alle nuove generazioni. Nel 2020 sono arrivati i primi investitori. Così è diventata un’azienda, e oggi siamo una media company e abbiamo tanti altri canali: TikTok, Newsletter, Podcast, documentari. Oltre alla parte di eventi. Due settimane fa c’è stato l’ultimo, un Community Day in cui abbiamo anche premiato tutti i divulgatori che fanno informazioni sui social». Factanza è anche un Academy. «Un corso di informazione che unisce le varie anime, strutturato in moduli, per chiunque voglia imparare a comunicare in maniera efficace sui social».  La formazione è il cuore dell’attività della terza realtà ospite del Best Stage 2024: Stampa giovanile, una realtà giornalistica che esiste in quattro paesi, Brasile, Italia, Argentina e Colombia che forma giovani e adolescenti attraverso la produzione di contenuti di qualità.  Un progetto di Paolo Lima, giornalista e Ashoka Fellow brasiliano che da ormai molti anni vive e lavora a Trento. «Stampa giovanile nasce da un bisogno: io sono nato in una favela e, così come chi è nato in un quartiere come Scampia, ero invisibile. Così vent'anni fa ho creato Stampa giovanile per far uscire dall’invisibilità la voce dei ragazzi. Credo che comunicare sia un atto politico. E per combattere le fake news è importante investire sulla possibilità di questi ragazzi di raccontarsi. Noi cerchiamo di dargli una formazione così che abbiano degli strumenti, delle opportunità», racconta Lima. «Ogni anno facciamo un bando in ciascun paese e selezioniamo una ventina di ragazzi, facciamo dei corsi di formazione, ci sono dei tutor giornalisti che li seguono per sei mesi. I ragazzi raccontano il loro territorio, le loro tematiche, le loro emozioni. Ed è tutto diffuso sui nostri canali. Non ci interessa che diventino giornalisti: il nostro è un programma sociale, per promuovere un cambiamento sociale attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione». Dal 2012 Stampa giovanile segue le conferenze Onu sul clima, portando più di cento ragazzi, trentini, in giro per il mondo – l’anno scorso sono stati a Dubai – a fare cronaca e reportage delle negoziazioni sul clima.  Tema caro ad Alberta Pelino, fondatrice nel 2011 di YAS, Young Ambassadors Society, che offre ai giovani l’opportunità di partecipare ai processi ufficiali di definizione delle politiche globali e avere un impatto. YAS è uno dei membri fondatori di Y20 e Y7, i gruppi ufficiali di coinvolgimento dei giovani dei vertici del G20 e G7. A diciannove anni all’università ho partecipato a un progetto in Canada: due settimane in cui ho scoperto la possibilità di lavorare insieme con altre ragazze su proposte politiche e dialogare con i policy maker locali. Essere a contatto con ragazze e ragazzi da tanti paesi diversi dal mondo mi ha cambiato prospettiva, ho capito cosa significa diversità culturale, inclusione. Ho capito che volevo fare altre esperienze di questo tipo e ho fondato la mia associazione». YAS crea e coordina gruppi di lavoro formati da giovani, che seguono i lavori delle riunioni del G7 e del G20 producendo proposta politica dei giovani: si chiamano infatti Y7 e Y20, dove la Y sta per “young". «All’ultimo G7 in Italia abbiamo coinvolto 500 ragazzi e ragazze per lavorare a policy su cambiamento climatico e sostenibilità, inclusione, equal opportunities, giustizia, Imprenditoria e Digital Innovation. Queste proposte sono state raccolte in un comunicato e presentate alla presidenza italiana del G7. Ora stiamo preparando la delegazione per il Brasile. Ma la ricchezza più grande per noi, come per Paolo di Stampa giovanile, è vedere tutti questi giovani seduti a un tavolo. Una realtà diversa dalla narrativa che viene raccontata, perché non è vero che ai giovani non interessa la politica. C’è tantissima voglia di partecipazione e attivismo», conclude Alberta Pelino.  Il momento della formazione è fondamentale anche per Skuola.net, fondata nel 2000 da Daniele Grassucci e Marco Sbardella, all’epoca ventenni, e che oggi non solo è una grande raccolta di contenuti informativi e materiale user generated per scuola e università ma anche un marketplace di appunti universitari e una piattaforma per le lezioni private. Oltre ad essere una testata giornalistica che racconta la quotidianità degli studenti.  «L’idea è nata dopo un compito di latino disastroso, quando Grassucci e Sbardella decidono di realizzare un sito Html per non trovarsi più impreparati ai compiti in classe, alle interrogazioni», spiega Massimo Maiorana, partner di Skuola.net. «L’idea è piaciuta a tutti i compagni di classe e sono diventati tutti content provider. Oggi copriamo scuole medie, università, master: abbiamo 3 milioni e 900 mila ragazzi iscritti alla piattaforma di scambio appunti, 8 milioni di utenti unici al mese. Da oltre dodici anni Skuola.net è anche una testata giornalistica: «Interroghiamo giornalmente i nostri utenti su tematiche sociali che li riguardano e abbiamo una testata che si occupa di orientamento, post-scolastico e post-universitario. E siamo arrivati ad essere circa 40 persone».  Ma i giovani, quindi, oggi sono disponibili più verso i temi leggeri, poco impegnativi che verso quelli complessi? E come si fa a riuscire ad attirarli anche su tematiche più complesse? Paolo Lima non ha dubbi: «Quando i ragazzi si raccontano o raccontano il loro territorio, lo fanno perché hanno piacere e così riescono anche a raggiungere altri coetanei perché usano il loro stesso linguaggio. Riescono a comunicare cose in forma molto più semplice ma, almeno nella mia esperienza, non in modo superficiale, approfondiscono anche».  È anche il linguaggio a fare la differenza: usare quello che usano i giovani può essere un modo per portarli a leggere un sito, seguire delle notizie. «I giovani hanno sia bisogno di contenuti seri che servono per la scuola, l’università, il futuro, sia di contenuti leggeri per alleggerire lo stress», osserva Massimo Maiorana. «Il segreto è scrivere contenuti che li interessano nel loro linguaggio».  «Il tema è come se ne parla e noi usiamo uno stile che unisce molto sia il contenuto, andando su studi, verificando, ma rendendolo poi fruibile» concorda Alice Giusti di Factanza «con un linguaggio informale anche grazie all’uso della grafica, che per noi importante tanto quanto il testo».  Fondamentale per Lorenzo Agosti è poi l’ascolto, «anche parlare per strada, agli eventi, per cercare di capire realmente le tematiche» che stanno a cuore ai giovani. E scoprire magari «che non è vero che ai giovani non interessa la politica. Ai giovani non interessano i politici». Alessia Cappello, assessora al lavoro del Comune di Milano, interviene durante  dibattito chiedendo cosa possa fare una pubblica amministrazione italiana per arrivare ai giovani se non ha «il canale, il budget di comunicazione, il rapporto diretto con i giovani», e quale sia la responsabilità verso i giovani nel creare contenuti per loro. «bisogna rivedere tutto il piano di comunicazione, e pensare come i cittadini stessi possono diventare produttori di comunicazione» suggerisce Paulo Lima. Per Massimo Maiorana «gli enti pubblici devono organizzarsi in termini di comunicazione strategica, con un dipartimento dedicato alla comunicazione»: insomma un po’ di budget e di risorse bisogna metterceli. Alice Giusti fa una riflessione sulla responsabilità, ponendo l’accento sull’importanza di verificare sempre le fonti e assicurarsi che i contenuti siano comprensibili. «E poi leggiamo tantissimo i feedback che ci arrivano. E quando ci sono, rettifichiamo gli errori». In chiusura Lorenzo Agostini sottolinea un altro aspetto della responsabilità, relativo al caso in cui i contenuti pubblicati non riscuotano i numeri aspettati. «La credibilità deve essere sopra i numeri. Noi verifichiamo le fonti, se poi un contenuto su un tema che crediamo debba essere divulgato in una certa maniera non fa i numeri aspettati, alla fine non ci interessa: perché sappiamo che rientra nel quadro di contenuti che vogliamo portare avanti con il nostro progetto».    Marianna Lepore