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AwaRdS 2024, premiate le aziende più virtuose con i giovani: con la speranza che le best practice si diffondano

Ogni anno la Repubblica degli Stagisti conferisce, durante l’evento Best Stage, gli AwaRdS ad alcune delle aziende virtuose che hanno brillato per qualche aspetto delle loro policy durante l’anno precedente.  Quest’anno gli AwaRdS 2024 hanno visto molte conferme e alcune novità. Partendo come sempre dai numeri, pubblici e trasparenti come raramente avviene nel mercato del lavoro italiano. «Le aziende che fanno parte dell'RdS network ogni anno si mettono a nudo, dandoci i loro dati. Noi costruiamo sul nostro sito una sintetica narrazione delle condizioni di stage e di recruiting dei profili più giovani che queste aziende mettono in pratica, e in base a tali numeri assegniamo i nostri AwaRdS», spiega Eleonora Voltolina, fondatrice e direttrice della Repubblica degli Stagisti e dell'associazione Journalism for Social Change.Il premio per il Miglior rimborso spese quest'anno è andato a Cefriel, che offre fin da subito 1.000 euro di rimborso spese mensile a tutti gli stagisti, senza alcuna differenza tra curriculari ed extracurriculari. «È il terzo anno di fila che riceviamo questo premio» ha spiegato Roberta Letorio, Chief Human Capital Officer, ricevendo il premio  [qui sopra nella foto con la collega Serena Gessi mentre riceve il premio da Eleonora Voltolina] : «Ci impegniamo perché i ragazzi possano iniziare un percorso partendo da un’educazione finanziaria e vedendo riconosciuto il loro contributo. In questo modo iniziano a costruire qualcosa». «Cefriel offriva già un rimborso spese generoso, ma da alcuni anni ha deciso di aggiungere 200-300 euro in più al mese, e senza alcuna distinzione sul tipo di tirocinio attivato» ha aggiunto Voltolina nel conferire l'AwaRdS. Quest’anno Cefriel fa la doppietta, ritirando anche l’AwaRdS per il miglior tasso di assunzione post stage, dato che ha superato il 90% di assunti sugli otto tirocini attivati nel 2023.  «Un premio che conferiamo solo alle aziende che assumono almeno il 90 per cento dei loro stagisti» specifica Voltolina: «E non consideriamo valide le assunzioni che durano meno di 12 mesi, perché non abbiamo simpatia per i contratti troppo precari». L’AwaRdS per il miglior tasso di assunzione è stato vinto anche da Mercer e Bip.  In Mercer, sul totale di 17 stage attivati nel 2023, di cui 4 curriculari, oltre il 90 per cento ha visto la trasformazione in contratto a tempo indeterminato. «Siamo una società di consulenza strategica in ambito HR, quindi come core business abbiamo proprio le persone, i nostri giovani» ha osservato Alice Losa, Talent Acquisition, Employer Branding & Internal Mobility in Mercer: «Saremmo un po’ ipocriti se non guardassimo prima di tutto alle nostre persone, e ci fa piacere che questo porti a risultati come questo premio».Tutti altri numeri ma medesimo risultato eclatante di occupazione per Bip, in cui nel 2023 sono stati attivati 290 stage, di cui 78 curricolari, anche in questo caso praticamente tutti poi assunti con contratto a tempo indeterminato.  A ritirare il premio il recruiter Carlo Gasparro accompagnato proprio da uno stagista, Giacomo Sangalli. «In quanto società di consulenza, per noi l’asset principale sono le persone. Lo stage è un investimento da ambo le parti: puntiamo tanto sui ragazzi e loro puntano su di noi. Perciò cerchiamo di ripagare questa fiducia facendo stage di tre mesi e poi un contratto a tempo indeterminato, che è quello tipico con cui assumiamo» ha raccontato Gasparro alla platea di Best Stage: «La fiducia che ci danno i giovani scegliendo noi tra tantissime aziende, la ripaghiamo dando subito il riconoscimento di un percorso che si spera sia di lungo periodo».  Anche per Bip si verifica la doppietta: l’azienda, infatti, non solo assume più del 90 per cento dei propri stagisti, ma brilla anche per il numero diretto di assunzioni senza nemmeno passare attraverso lo stage. Nel corso del 2023 ha assunto direttamente 432 under 30, quasi tutti a tempo indeterminato, su un organico totale di 3.275 persone in Italia (oltre 5.500 nel mondo). «Quando c’è già l’esperienza, viene riconosciuta: cerchiamo di valorizzarla il più possibile» ha chiarito Gasparro; come per esempio un candidato che abbia fatto un precedente stage in un’azienda diversa: «Per noi entra come entry level, da subito con il contratto a tempo indeterminato. L’obiettivo è valorizzare le persone e consentire loro dei piani a lungo termine, per costruirsi un futuro – senza aspettare un traguardo che troppo spesso in Italia può sembrare un miraggio».  Ad aggiudicarsi l’AwaRdS per il Miglior tasso di assunzione diretta dei giovani insieme a Bip ci sono anche Bene Assicurazioni e EY.  Con 18 assunzioni dirette di under 30 lo scorso anno, quasi tutte con contratto di apprendistato, su un organico di 151 persone, Bene Assicurazioni – che fa parte da due anni e mezzo del network RdS – si aggiudica questo premio per la prima volta. «Per noi questi premi sono uno stimolo per cercare di migliorarci su aspetti che prima non avevamo esaminato» è la considerazione di Martina Casa, People Management di Bene Assicurazioni [qui a fianco nella foto con Eleonora Voltolina] : «Abbiamo notato che il settore assicurativo nelle università non è così approfondito, e abbiamo cercato di sostituirci in qualche modo agli atenei creando dei corsi di formazione ad hoc di cinque settimane, che chiamiamo percorsi di Academy, tramite i quali formiamo neolaureati che poi inseriamo direttamente in azienda con un contratto di apprendistato. Per noi questo premio è un bellissimo risultato».  Quinto anno di fila per EY nell’aggiudicarsi il premio per il Miglior tasso di assunzione diretta, con ben 1.023 under 30 assunti direttamente nel 2023, tra cui 598 in apprendistato e 337 con contratto a tempo indeterminato, su un totale di 6.472 dipendenti. Nel ritirare il premio Eleonora Torre, Employer Branding and Employee Experience in EY [qui accanto nella foto con la collega Jessica Fossati], ha sottolineato quanto sia «importante oggi riuscire a dare questi numeri e parlare di partecipazione giovanile. Valorizzare queste aziende che, come noi, qui oggi cercano di “dare i numeri”, di fare investimenti sulla formazione e di assumere direttamente i giovani. Per noi questo è uno dei tasselli importanti che siamo felici di festeggiare».  Oltre al premio per il Miglior tasso di assunzione diretta, EY e Bene si aggiudicano anche l’AwaRdS Speciale Apprendistato, per l’utilizzo più frequente di questo tipo di contratto.  Nell'introdurre questo premio Eleonora Voltolina ha ricordato come già quindici anni fa, agli albori dell'attività della Repubblica degli Stagisti, nella Carta dei diritti dello Stagista «scrivemmo all’ultimo punto che non bisogna considerare solo lo stage come modalità e canale di formazione, ma anche il contratto di apprendistato». Questo premio va, quindi, a chi usa molto questa modalità di accesso al mondo del lavoro.Nel corso del 2023 EY ha assunto in apprendistato 1.006 giovani, di cui 598 direttamente e 408 a seguito di uno stage. «L’apprendistato ci piace molto per due motivi: perché coinvolge i giovani, e infatti il 57% delle nostre assunzioni riguarda persone che appartengono alla Generazione Z»  ha osservato Jessica Fossati, EY del team Talent Attraction and Acquisition, ritirando il premio, «e perché ci permette di formare ancora, quindi di andare incontro all’esigenza dei giovani di formarsi ulteriormente durante il periodo di lavoro e di sviluppare e aggiornare sempre più le competenze per essere al passo con l’innovazione e le nuove tecnologie». Bene Assicurazioni ha effettuato quasi tutte le sue assunzioni post stage con questa modalità di contratto; e inoltre ben 15 delle già citate 18 assunzioni dirette di under 30 sono avvenute proprio tramite l'apprendistato. Ad aggiudicarsi quest'anno il premio dedicato all'apprendistato sono anche Spindox e Marsh. Spindox nel 2023 ha usato l'apprendistato in nove su dieci delle sue assunzioni post stage (un ragguardevole 72%). Non solo, ben 76 delle 111 assunzioni dirette di giovani sono avvenute proprio con questa modalità contrattuale. Numeri che rendono fiero Paolo Costa, co-founder e presidente del gruppo.  Altra azienda vincitrice per l’AwaRdS Speciale Apprendistato è Marsh, che nel 2023 ha attivato 77 stage, con l’81 per cento di questi poi assunti praticamente tutti con un contratto di apprendistato. Non solo, delle 54 assunzioni dirette di giovani ben 35 sono avvenute tramite apprendistato. «Volevamo ricevere questo premio già l’anno scorso e finalmente siamo riusciti ad averlo!» ha detto ridendo Beatrice Caputo, Talent Acquisition, Employer Branding & Internal Mobility per Marsh: [qui accanto al momento del ritiro del premio]:«Questo AwaRdS va a identificare la nostra cultura aziendale, orientata al merito e al riconoscimento dei ragazzi. Noi operiamo in un settore particolare, quello del brokeraggio e della consulenza sul rischio, e proprio grazie all’apprendistato riusciamo a dare competenze e una formazione non soltanto tecnica, ma proprio trasversale. Ad ogni ragazzo è dedicata una learning experience con delle job rotation per cercare di trasformarli in quelli che sono i professionisti nel nostro futuro».  Oltre ai premi, anche tre menzioni speciali: la prima a Kirey Group  (system integrator che accompagna le aziende nel percorso di evoluzione tecnologica, e una delle più recenti new entry nel network delle aziende virtuose della Repubblica degli Stagisti) per l’apprendistato, visto che tutte le sue sette assunzioni post stage del 2023 sono avvenute con questo contratto; a Bene Assicurazioni per l’assunzione post stage (in Bene l’86% dei sedici stagisti accolti lo scorso anno è stato poi contrattualizzato); e a Spindox per le assunzioni dirette senza il passaggio intermedio dello stage: 111 l'anno scorso su un totale di 1.160 dipendenti.  Per Spindox c'è stato anche un AwaRdS speciale, quello che ha festeggiato i dieci anni di cammino accanto alla Repubblica degli Stagisti, nell'ottica di costruire un mondo del lavoro più giusto, investire nello stage e valorizzare i giovani. Nel ritirare la targa il presidente Paolo Costa ha ringraziato Eleonora Voltolina [qui accanto i due insieme al momento della premiazione] per il lavoro che quotidianamente compie con la Repubblica degli Stagisti «spronandoci e ricordandoci sempre l’importanza di alcune cose che poi anche le aziende virtuose, nel day by day, talvolta si dimenticano di fare». Ma queste aziende se ne ricordano molto bene, delle cose importanti: e assicurano ai giovani condizioni ben migliori della media per fare i primi passi nel mondo del lavoro. Con l'auspicio che le best practice si diffondano sempre di più.Marianna Lepore

L'informazione rende i giovani più forti: l'evento annuale della Repubblica degli Stagisti il 26 giugno a Milano

I giovani non si interessano. I giovani non si informano. I giovani sono superficiali, menefreghisti. Diciamolo, un po’ scemi. Quanti luoghi comuni dietro queste frasi che molti pensano raccontino davvero i giovani di oggi! I giovani italiani sono pochi, questa è la cosa vera, perché da quasi vent'anni il numero di nuovi nati decresce anno dopo anno, e dopo 13-14 anni, ecco che quei nuovi nati diventano la "coorte" degli adolescenti, la nuova generazione, a un certo punto anche i "maturandi", e poi magari gli studenti di istituti di formazione e università. Ma no, non sono menefreghisti; e tantomeno scemi.La voglia di informarsi, di conoscere, di impegnarsi c’è oggi come ieri. In altri modi, con altri codici, su altre piattaforme: ma c’è. Per scoprire il mondo dell’informazione dei giovani, però, bisogna aprirsi e andare a scoprire realtà diverse dal giornalismo tradizionale, a volte ibride, che spesso hanno inventato nuovi modi di veicolare contenuti, e quasi sempre accompagnano queste attività ad altre, più dedicate al mondo imprenditoriale.L'evento annuale della Repubblica degli Stagisti, Best Stage 2024, che si terrà mercoledì 26 giugno alle 15 a Milano presso la Fondazione Emit Feltrinelli (l'ingresso è libero fino a esaurimento posti, qui il link per pre-accreditarsi) grazie all'ospitalità della segretaria generale della Fondazione, Paola Suardi, e con  il patrocinio del Comune di Milano e il supporto di Nestlé, una delle aziende virtuose della Repubblica degli Stagisti fin dal lontano 2009 (l'anno della sua fondazione!), quest'anno è dedicato proprio a questo: all'importanza che ha l'informazione per i giovani. Presenteremo al pubblico la nuova "casa" della Repubblica degli Stagisti, l'associazione non profit Journalism for Social Change, che oggi gestisce sia le attività di RdS sia quelle dell'altro progetto creato di recente da Eleonora Voltolina rispetto alla natalità, The Why Wait Agenda.Temi completamente diversi, ma stessa filosofia di fondo: che il giornalismo possa essere usato come leva per rendere più consapevoli i cittadini, dare loro strumenti per poter fare scelte più libere, e nello stesso formulare proposte e chiamare i decisori, i policy-makers e decision-makers, ad agire per migliorare (e sperabilmente risolvere!) i problemi sociali del nostro tempo.Parleremo durante Best Stage di quanto avere accesso a contenuti di qualità possa fare la differenza e rendere più forti le nuove generazioni nel momento di passaggio dalla formazione al lavoro, e in generale al mondo adulto. Quanto oggi i canali per "leggere" il mondo siano cambiati. Ci sintonizzeremo con alcuni dei nuovi canali di informazione, con una piccola e importante selezione di queste realtà, dando voce a iniziative come CNC Media, Factanza, Skuola.net, Stampa Giovanile, e raccontando le esperienze del podcast Fardelli d'Italia dell'Espresso e della Young Ambassadors Society.Realtà diverse tra loro, con un minimo comune denominatore di capitale importanza: mettere i giovani al centro. CNC Media – che sta per Cose Non Cose – nasce nel 2015 come progetto universitario grazie a un'idea del founder Francesco Brocca: utilizzare il meme come strumento di satira informativa. CNC sono "quelli della papera gialla": credono «nell’importanza di raccontare i fatti senza vincoli, avendo come riferimento un pubblico giovane e in continuo movimento sui social network» e nella «informazione aperta alle tematiche giovanili e veicolata attraverso un linguaggio diretto, finalizzata ad aiutare i giovani a capire l’attualità». Con risultati eclatanti sui social network.Obiettivo e risultati social simili, stile molto diverso per Factanza, fondato nel 2019 dalle giovani Bianca Arrighini e Livia Viganò per «raccontare l'attualità e i temi che contano alle nuove generazioni» sui social, rendendoli «più freschi, accessibili e adatti». Factanza ha due claim: “L’informazione che crea (in)dipendenza” e “ti spieghiamo il mondo in 15 secondi”.Skuola.net è la "sorella maggiore" di questi progetti, essendo stata fondata ormai quasi un quarto di secolo fa, nel 2000, da Daniele Grassucci e Marco Sbardella. Oggi è il "media edtech" più utilizzato in Italia - non solo una grande raccolta di contenuti informativi e materiale user generated per scuola e università, ma anche marketplace di appunti universitari e una piattaforma per le lezioni private. Ma sopratutto una testata giornalistica che conosce e racconta la quotidianità degli studenti.Stampa Giovanile è stata invece creata nel 2005 in Brasile durante il Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre, dall'Ashoka Fellow Paulo Lima e oggi è presente in quattro Paesi (Brasile, Italia, Argentina e Colombia) e lavora in quattro lingue (italiano, spagnolo, portoghese e inglese). Ha realizzato oltre 50 coperture giornalistiche nell'ambito della sua filosofia di "educomunicazione", offrendo opportunità di formazione continua per giovani e adolescenti. A Best Stage avremo il suo fondatore, il giornalista e imprenditore sociale Paulo Lima.A Best Stage 2024 racconteremo anche l'esperienza di Ivana Calabrese, che è stata ambasciatrice italiana dell’Anno Europeo dei Giovani, fondatrice della web radio “YouthVox” e tra i 25 Giovani Changemaker dell'iniziativa GenC di Ashoka. Per L'Espresso ha curato l'anno scorso il podcast "Fardelli d'Italia" proprio per raccontare lo spaccato del mondo giovanile - spesso, ahinoi, poco valorizzato dall'ecosistema italiano, con le nuove generazioni considerate più un fardello, appunto, che non una miniera di risorse.E raccoglieremo anche la voce di Alberta Pelino, fondatrice nel 2011 di YAS, la Young Ambassadors Society, per offrire ai giovani l'opportunità di partecipare ai processi ufficiali di definizione delle politiche globali e avere un impatto. YAS è uno dei membri fondatori di Y20 e Y7, i gruppi ufficiali di coinvolgimento dei giovani dei vertici del G20 e del G7; è responsabile di questi gruppi per l'Italia in collaborazione con la Presidenza italiana e il ministero degli Esteri; in occasione del G7 Italia di poche settimane fa, YAS è stata presidente di Y7 Italia.Best Stage è anche l'occasione per parlare delle aziende virtuose che fanno parte del nostro RdS network e per assegnare gli AwaRdS 2024 a quelle fra loro che hanno "brillato" per qualche aspetto delle loro policy 2023 a favore dei giovani: premieremo il miglior rimborso spese, il miglior tasso di assunzione post stage, la miglior performance assunzione dirette di giovani, il miglior utilizzo del contratto di apprendistato, e daremo anche un premio speciale a un'azienda che proprio nel 2024 festeggia dieci anni di percorso al nostro fianco, sostenendo le attività della Repubblica degli Stagisti attraverso la partecipazione all'RdS networkCome accennato, l'evento Best Stage della Repubblica degli Stagisti anche quest'anno ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano e vedrà la partecipazione di Alessia Cappello, da due anni assessora allo Sviluppo economico e politiche per il lavoro del Comune di Milano e molto attenta alle politiche di coinvolgimento ed empowerment non solo dei giovani milanesi ma anche dei tanti che a Milano arrivano da altrove per studiare o cercare lavoro.Vi aspettiamo allora mercoledì 26 giugno alla Fondazione Emit Feltrinelli per parlare di questi temi così importanti, avviare dialoghi e confronti.  

Il nuovo ccnl promuove l'apprendistato: ma gli studi professionali rinunceranno ai tirocinanti gratis?

Una vacatio contrattuale lunga sei anni, ma alla fine a metà marzo è stato approvato il rinnovo del contratto collettivo degli studi professionali. Un aggiornamento che mira a rinnovare gli studi professionali e aiutarli a trovare personale dipendente da assumere, cercando tra le altre cose di favorire l’ingresso attraverso l’apprendistato per il praticantato, disciplinandolo. Ma ora bisognerà attuarlo attraverso i protocolli con i singoli ordini professionali.Secondo l’ottavo Rapporto sulle libere professioni dell’Osservatorio di Confprofessioni, in Italia «nel 2022 poco più di 53mila liberi professionisti hanno gettato la spugna. Dopo oltre dieci anni di crescita continua, interrotta solo dalla pandemia, si ferma la corsa dei liberi professionisti in Italia», con un calo di quasi il quattro per cento rispetto al 2021. In questo contesto negativo si ridisegna, però, la configurazione degli studi, con un aumento di quelli con dipendenti.Gli articoli del nuovo contratto dedicati all’apprendistato sono il 29, 30 e 31: il primo riguarda l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, destinato ai giovani dai 15 ai 25 anni il cui scopo è appunto l’acquisizione di un titolo di studio attraverso la formazione. Apprendistato che può durare fino a un massimo di tre o quattro anni e, una volta conseguito il diploma, può anche essere trasformato in apprendistato professionalizzante.Di primo acchito quando si pensa a un giovane apprendista in uno studio professionale si fa fatica a figurarsi un minorenne: si pensa più facilmente a figure come avvocati, commercialisti, architetti, per le quali è necessaria una laurea. In realtà però l'apprendistato può essere utilizzato «per molte tipologie di figure che sono di tipo ancillare e di aiuto al professionista, quindi tutte quelle che collaborano attivamente all’interno del processo di studio», spiega alla Repubblica degli Stagisti Andrea Zoppo dell’Ufficio studi di Confprofessioni: «Per esempio, gli assistenti di studio odontoiatrico, che possono effettuare un apprendistato di primo livello, o gli assistenti di studio medico di famiglia, ma anche i collaboratori all’interno degli studi dei consulenti del lavoro. È una tipologia di strumento che si adatta bene a tutte quelle figure che collaborano e coadiuvano il professionista all’interno dello studio». Sicuramente questo tipo di apprendistato è molto meno usato in Italia rispetto ad altri Paesi, come la Svizzera o la Germania, che vantano una lunga tradizione di apprendistati svolti da minorenni. Zoppo ricorda però che il lavoro minorile è già esistente e disciplinato in Italia, con una sua normativa: «Certamente in altri contesti all'estero c’è una cultura che ruota proprio intorno all’apprendistato per i minorenni: in Italia meno, ma anche da noi si sta diffondendo. La maggiore differenza, forse, è che qui è visto più come uno strumento per le aziende che come un metodo di trasmissione di insegnamenti e di formazione». Non sono necessarie, però, nuove regole per implementarlo: esistono già, e sono quelle relative al lavoro destinato ai giovani a partire dai 16 anni.All’articolo 30 del nuovo contratto si disciplina, invece, l’apprendistato professionalizzante, che è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali e destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni. Questo apprendistato può durare fino a un massimo di 36 mesi.Gli articoli 31 e 32 sono invece destinati all’apprendistato di alta formazione e ricerca e a quello per l’accesso alle professioni ordinistiche. Entrambi hanno una durata definita in base al percorso per l’acquisizione del titolo di studio universitario o di alta formazione, dottorato, o al periodo di praticantato previsto dai singoli ordini.  Per il primo tipo nel nuovo ccnl si precisa che le parti firmatarie «manifestano la propria disponibilità ad eventuali sperimentazioni che il ministero del Lavoro, le università, le altre istituzioni formative o le singole Regioni intendano promuovere nell’ambito dell’apprendistato in percorsi di alta formazione e ricerca». In pratica bisognerà vedere se ora il ministero o le regioni decideranno di approfittare del nuovo contratto per firmare accordi che incentivino l’uso dell’apprendistato di terzo livello. Destinatari sono i giovani tra i 18 e i 29 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, o professionale.Altro nodo centrale aggiornato nel nuovo contratto è l’apprendistato per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche, disciplinato all’articolo 32, che «deve essere obbligatoriamente svolto presso un professionista abilitato secondo la disciplina del rispettivo Ordine o collegio prima di essere ammessi a sostenere gli esami di abilitazione all’esercizio della professione». Come la Repubblica degli Stagisti aveva già svelato in un lungo approfondimento lo scorso anno, questo tipo di apprendistato esiste da molti anni ma è pressoché inutilizzato: nel 2021 ha coinvolto circa un centinaio di apprendisti, forse addirittura meno, in tutta Italia. E soprattutto è quello su cui si hanno meno dati certi. «Il censimento sul numero di apprendisti negli studi professionali viene fatto ogni anno da Inapp e una parte cospicua è rappresentata dagli apprendisti di tipo professionalizzante, di secondo livello» spiega Zoppo: «Fare una scomposizione ulteriore per il terzo livello per vedere quanti sono i praticanti è più complicato, è un dato che non è mai stato censito». Il dato in realtà in qualche modo esiste ed è registrato dall’Inps, ma non è di facile reperibilità: «Attraverso le nostre associazioni territoriali abbiamo contezza di quello che succede ma c’è una certa difficoltà pratica nel reperire i numeri».L’allarme l’aveva lanciato due anni fa anche il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, sottolineando che l’apprendistato per l’accesso alla professione dovesse essere maggiormente utilizzato e per questo fosse necessario snellire le procedure burocratiche per renderlo davvero efficace. Problematica che non riguarda i primi due tipi di apprendistato – per i quali tutto sommato c’è una tipologia di assunzione «abbastanza snella», osserva Zoppo – quanto quello di terzo livello per il praticantato. «In questo caso giocano un ruolo fondamentale altri soggetti, come le Regioni o gli ordini professionali che non sempre sono a favore del suo utilizzo».La motivazione è presto detta: avere un giovane praticante all’interno dello studio con un vero contratto di lavoro come quello per l’apprendistato significa assumere un dipendente, con un contratto firmato una vera e propria retribuzione, dei contributi. Una situazione completamente diversa dal classico tirocinante che fa il suo percorso per l’accesso alla professione regolamentata, nei confronti del quale il titolare dello studio non ha dei veri obblighi. «Come Confederazione la nostra idea è stata quella di dare nuova linfa allo strumento che non veniva normato da parecchio tempo e renderlo più agevole per poterne ampliare la diffusione, dargli una spinta ulteriore».Saranno ora i protocolli con i singoli ordini professionali a mettere a terra questi principi. Gli avvocati, per esempio, per loro principio fondante non possono svolgere la professione come dipendenti: quindi non possono assumere o essere assunti, in qualità di avvocati, con contratti subordinati. Al punto che, se un avvocato accetta una proposta di lavoro nell'ufficio legale di un'azienda, deve disiscriversi dall'Ordine degli avvocati. Ma la caratteristica tipica dell’apprendistato è proprio di essere un contratto di lavoro di tipologia subordinata: e al termine della fase formativa, se le parti non recedono il rapporto, questo prosegue in automatico a tempo indeterminato. Come si fa allora?Zoppo osserva che «astrattamente anche per un avvocato sarebbe possibile, se permesso dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di riferimento della provincia o della regione», procedere all’assunzione di praticanti con un contratto di apprendistato, perché questi praticanti  ancora non sono avvocati a tutti gli effetti, in quanto non ancora iscritti all’Albo. Secondo Zoppo ci sono già casi di questo tipo negli studi legali italiani: «non è raro».  Anche perché «questo tipo di apprendistato per il praticantato è finalizzato appunto all’abilitazione professionale: una volta ottenuta, il contratto si scioglie e si prosegue l’attività lavorativa libero professionale indipendentemente dal contratto di riferimento».L’obiettivo del nuovo contratto è anche quello di promuovere un incremento di nuovi apprendisti; ma tra «l’idea e la pianificazione iniziale e quello che poi si realizzerà» non c’è una certezza di rapporto – motivo per cui Zoppo dice che sarà necessario monitorare l’andamento. «Abbiamo cercato di introdurre lo strumento e ora vedremo come reagisce il settore, non abbiamo però fatto previsioni su chi potrà trarne maggiori vantaggi, perché potrebbero essere un po’ tutte le aree: da quella legale a quella tecnica, economica, amministrativa, sanitaria. Tutte le professioni possono trarre vantaggio».Ora bisognerà aspettare il prossimo rapporto annuale sull’apprendistato di Inapp per vedere almeno a prima vista se i numeri saranno cresciuti anche se sempre col problema della scissione dei numeri non contemplata per il terzo livello che include l’alta formazione e ricerca e quindi l’apprendistato per il conseguimento di master, lauree, dottorati o praticantato, facendo di tutto un unico calderone.Ma un’analisi di questo tipo interesserebbe anche la stessa Confprofessioni. «Vedremo in futuro quali mosse prendere per avere maggiore contezza di quello che accade», spiega Zoppo, precisando comunque che nell’immediato non è stato ancora pianificato nulla    Marianna Lepore

Al voto per il Parlamento europeo, le istanze dei giovani e l'appello: andate a votare

Pochissimi giorni al voto per il Parlamento europeo, e il vero nodo è la partecipazione dei giovani a queste elezioni. Il Parlamento da mesi ormai cerca di attirare le nuove generazioni per convincerle a esprimersi: «Usa il tuo voto o altri decideranno al tuo posto» è lo slogan di un video in cui persone anziane spiegano ai ventenni di oggi perché «non bisogna mai dare per scontata la democrazia ma sostenerla» e ricordarsi che anche se si è nati in tempi di pace e democrazia «la si può perdere». Votare è dunque importante e per farlo bisogna sapere cosa i candidati si sono impegnati a fare. La Repubblica degli Stagisti ha deciso di fare un focus su alcuni candidati che ancora non sono mai stati europarlamentari e promettono di puntare sulle istanze dei giovani. Luca Pietro Ungaro, 31 anni, creatore di Culturit e oggi Head of Development di Barnes International Realty Italia si candida per la lista Nos nella circoscrizione Centro. «Sono dieci anni che faccio parte del mondo dell’associazionismo, sono sempre stato favorevole alla politica ma mai iscritto a un partito. Poi ho visto questo strumento appena nato, NOS, che avvicina le nuove generazioni in modo divulgativo e responsabilizza la classe politica con l’utilizzo dei dati», spiega alla Repubblica degli Stagisti.Nos nasce a Napoli nell’ottobre scorso, ad opera di Alessandro Tommasi, fondatore ed ex Ceo di Will media, realtà nata e cresciuta rapidamente con l’intento di democratizzare l’accesso a una informazione di qualità sui canali social, e oggi a sua volta candidato nella circoscrizione Nord Ovest. «Era importantissimo esserci a queste elezioni europee», spiega Ungaro, «perché la maggior parte dei problemi si risolve proprio a livello europeo». Nos ha fatto un accordo con Azione per inserire alcuni suoi candidati nella lista «Siamo europei» in cui oltre ad Azione sono presenti altri otto tra partiti e movimenti politici. A livello programmatico, Nos suddivide la realtà in quattro piani inclinati: demografico, climatico, tecnologico ed economico. «Noi siamo una sfera che sta rotolando giù sempre più rapidamente: il nostro obiettivo è raddrizzare questi piani, e il focus personale della mia candidatura è legato al tema del lavoro accessibile: neet, immigrati, donne, che spesso rinunciano al lavoro per occuparsi dei figli».Per Ungaro un ruolo importante lo può giocare l’associazionismo. «L’università può essere quel luogo protetto dove dare occasioni agli studenti. Partiamo dai dati: nei 62 atenei italiani non ci sono spazi dedicati: alla Sapienza c’è uno scantinato e sette associazioni su 131mila studenti. Non esistono fondi regolari, per esempio alla Federico II sono più di cinque anni che ben 2 milioni di euro restano bloccati. E non c’è una promozione, con giornate dedicate a presentare le associazioni agli studenti. Strutturandole e dando loro spazi, fondi e una promozione non si aiuterebbero solo le associazioni studentesche, ma si aumenterebbe il senso civico, l’aggregazione tra le persone. Una ricerca Linkedin mostra che il 94 per cento delle aziende ha più interesse a selezionare chi proviene da associazioni perché più preparati al mondo del lavoro». La missione è quella di creare spazi accessibili a tutte le associazioni.Ungaro punta molto anche sul tema del contrasto agli stage gratuiti, prendendo idealmente il testimone dal fratello maggiore Massimo, deputato al Parlamento italiano nella scorsa legislatura: «Abbiamo diversi strumenti per il passaggio tra la scuola e la formazione: uno è il tirocinio curriculare che non prevede un rimborso spese minimo e non è tracciato, dato che questi stage non necessitano della comunicazione obbligatoria. Iniziamo a strutturare quello che esiste. E poi rafforziamo e promuoviamo i contratti di apprendistato. Ci sono passato e posso testimoniare che è un’ottima cosa per l’apprendista e per il datore di lavoro. Infine, penso che bisognerebbe investire sulla transizione scuola lavoro con un orientamento che mostri i vantaggi dell’iscrizione agli Its, con una domanda effettiva da parte delle aziende di diplomati di questo tipo».Ungaro si dice convinto della necessità di abolire i tirocini gratuiti anche se Nos, il suo partito, rientra nella lista Siamo Europei – Azione guidata da Carlo Calenda. Ed era stato proprio Azione, nel 2022, a votare contro un emendamento presentato al Parlamento europeo per mettere al bando i tirocini gratuiti. «Appartenere a una lista non vuol dire che devi pensarla al 100 per cento allo stesso modo. In una situazione simile voterei sicuramente a favore» assicura Ungaro, che chiaramente appoggia la proposta di direttiva e di raccomandazione presentata dal Commissario all’occupazione e politiche sociali Nicolas Schmit per mettere al bando gli stage privi di qualità formativa e indennità. E se eletto, promette che proprio da lì ripartirà. Sui giovani che non si sentono motivati dall’andare a votare dice: «C’è un motivo se non si interessano: la politica non è spiegata in modo accessibile, è complessa. Poi c’è la responsabilizzazione della politica che punta su slogan come “Più o meno Europa” senza pensare ai numeri. Nos vuole scegliere le priorità in base ai dati. E ai delusi che non votano offriamo un’informazione. Forniamo qualcosa di valore, sul nostro canale abbiamo quasi 80mila followers, facciamo tantissimi incontri e fino ad oggi la gran parte di chi ha partecipato era gente che non aveva mai toccato la politica. C’è bisogno di formarsi e dare nozioni accessibili a tutti». «Tendenzialmente i più giovani vanno poco a votare e finiscono per non scegliere chi poi prenderà le decisioni proprio sulla loro vita» aggiunge Giuditta Pini, del Partito democratico, che dei loro temi si è fatta portavoce: «Perciò è importante che vadano a votare: perché altrimenti, banalmente, le scelte sul loro futuro verranno sempre prese da qualcuno che non hanno nemmeno provato a scegliere».Impegnata in politica dal 2001, nel 2008 Pini si iscrive al Partito democratico e nel 2013, a ventinove anni, è eletta in Parlamento dove resta fino al 2022 occupandosi principalmente di lavoro, immigrazione e questioni di genere. Ha una sua peculiare modalità di comunicazione sui social, in cui propone video che spiegano in modo semplice i meccanismi di funzionamento della politica che le sono valsi quasi 50mila follower su Instagram e un podcast, “Chiedi alla Pini – la politica come non l’avete mai sentita” , con cui  nell’ultimo anno e mezzo ha accompagnato ogni settimana il suo pubblico di sostenitori e simpatizzanti.In queste elezioni europee, dove è candidata nella circoscrizione Nord orientale, ha costruito la sua campagna elettorale sulle “sue” tematiche come il diritto a un lavoro dignitoso, «Abbiamo bisogno di politiche che favoriscano la crescita economica e la giustizia sociale per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici». Crede nella necessità di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e sostiene l’introduzione di un salario minimo a livello europeo. Già alla Camera si era battuta per un congedo di paternità di quattro mesi obbligatorio, retribuito per tutti e continua a credere in questa battaglia da riprendere e portare in Europa, – non a caso, ha anche sottoscritto il Pledge di The Why Wait Agenda che tra i suoi punti ha anche quello dei congedi paritari. Un altro punto che sta a cuore a Giuditta Pini è infine il diritto alla disconnessione, ovvero la non reperibilità fuori dall’orario di lavoro, e sul diritto alla casa, con la necessità di un piano nazionale.Scendendo più a sud, per la Circoscrizione Isole, Cinzia Pilo è candidata per il Movimento 5 Stelle. Manager sarda, laurea in Economia e Commercio nel 1999, madre di due figli, è convinta sostenitrice del salario minimo come misura di dignità, perché «Non possiamo avere lavoratori pagati sotto la soglia di povertà». Dopo la laurea in Sardegna è andata all’estero: «Penso sia importante per tutti i ragazzi un’esperienza del genere. Avere la possibilità di scegliere se restare o partire e poter tornare». L’Europa che vorrebbe è quella in cui l’uguaglianza è implementata ovunque, c’è libero accesso all’istruzione e i diritti sono garantiti a tutti.In linea generale quasi tutti i partiti dedicano spazio alle istanze dei giovani, diversificandosi nei vari settori. Partito democratico e Verdi e Sinistra concordano sul vietare ogni forma di stage gratuito. I democratici sono anche favorevoli a una direttiva sul salario minimo, posizione condivisa dal Movimento 5 stelle che preme per l’adozione di una soglia minima stabilita per legge sotto la quale non poter scendere. Verdi e sinistra ha tra i suoi obiettivi una direttiva quadro per un reddito minimo europeo e vuole aumentare le borse di studio europee per la mobilità degli studenti, apprendisti e lavoratori. Una posizione condivisa anche da Forza Italia, Azione e M5S, tutti favorevoli a un Erasmus plus accessibile a tutti con più risorse.Se il Pd vorrebbe rafforzare e rendere permanente il piano Next Generation EU, Forza Italia ha in programma di favorire la mobilità del lavoro con il lasciapassare europeo e Stati Uniti d’Europa punta a un mercato del lavoro unico. Fratelli d’Italia vuole promuovere l’occupazione e l’imprenditoria femminile e incentivare quella giovanile oltre a favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, Stati Uniti d’Europa pianifica politiche per promuovere l’imprenditoria giovanile, con accesso a investimenti pubblici europei per le start up mentre Azione è convinta della necessità di finanziamenti europei per la formazione permanente dei lavoratori e di un sussidio di disoccupazione europeo. Il Movimento 5 stelle vorrebbe ridurre il lavoro precario e chiede una direttiva per un reddito di cittadinanza europeo per stabilire i criteri dei redditi minimi per ciascuno Stato. Forza Italia ha in programma una direttiva sulla settimana corta per avere un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata e favorire la mobilitazione dei risparmi dei privati per contrastare la disoccupazione giovanile e femminile. Verdi e sinistra vogliono porre fine al lavoro precario garantendo contratti a tempo pieno e indeterminato e chiedono il diritto alla disconnessione per il telelavoro. Di natalità parla Forza Italia, chiedendo più risorse per la maternità, e il Partito democratico che vuole un congedo paritario tra i genitori: 5 mesi pienamente retribuiti.Fin qui le proposte: resta, però, un po’ di amaro in bocca. Se i partiti in maniera più o meno trasversale cercano di attirare i giovani con tematiche più o meno interessanti, l’età media dei candidati non è certamente giovane, con meno di un candidato su 10 che è under 35. Si poteva certamente fare di più. L’importante ora è entrare nel segreto dell’urna ed esprimere il proprio voto. Per plasmare il futuro della democrazia europea ed eleggere chi nei prossimi cinque anni prenderà le scelte che riguarderanno le nostre vite.Marianna LeporeFoto di apertura: di Parlamento europeo

Gli stagisti sono una priorità per la politica? Pare di no: due proposte di legge non sono mai state calendarizzate

Oltre un anno e mezzo dopo l'insediamento del nuovo Governo, viene da chiedersi: cosa sta facendo la politica italiana per i giovani? Nonostante le ultime elezioni abbiano spazzato via dal Parlamento gran parte dei paladini degli stagisti, il tema non è stato totalmente cancellato, ma ad oggi le proposte presentate – una al Senato e una alla Camera – per normare meglio lo strumento dello stage, ancora troppo spesso male utilizzato, non riescono ancora a trovare una calendarizzazione per iniziare la discussione.  L'ultima in ordine di tempo è quella di Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 stelle, che a febbraio di quest'anno ha presentato in Senato un disegno di legge per riformare i tirocini curriculari. A metà marzo il ddl numero 1018 è stato assegnato alle commissioni riunite 7ma e 10ma, rispettivamente Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica e Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Eppure a distanza di due mesi non è stata ancora prevista la  calendarizzazione. E peraltro il percorso si prospetta molto lungo, visto che dovrà ricevere il parere di ben sei commissioni. Il ddl presentato dal pentastellato prevede una durata massima di sei mesi per gli stage curriculari e un'indennità obbligatoria mensile di 600 euro. Non solo, propone che questo periodo valga anche ai fini pensionistici con il riconoscimento dei contributi figurativi e, nel caso il tirocinio venga prorogato, si trasformi automaticamente in contratto di apprendistato.  Dieci gli articoli da cui è composta la legge: i più interessanti sono il 2, il 3, il 6 e l'8. All'articolo due si prescrivono le modalità, i doveri e gli obblighi dei soggetti coinvolti e la durata massima dello stage: sei mesi entro i quali devono ricadere anche le eventuali proroghe. Qualora il tirocinio dovesse prolungarsi oltre questo limite, lo stage si trasforma in contratto di apprendistato.  Altro punto centrale del progetto di legge è l'obbligo per il soggetto ospitante di effettuare la “co”, la comunicazione obbligatoria: vale a dire comunicare all'ispettorato territoriale del lavoro, entro il giorno precedente l'inizio dello stage, l'attivazione, la durata e l'oggetto del tirocinio, oltre al trattamento economico riconosciuto. Non è un'informazione di poco conto: ad oggi, infatti, non essendoci alcun obbligo di comunicazione, non si ha un dato certo sul numero di stage curriculari e quindi anche di giovani coinvolti, ma solo delle stime.  Fin qui la proposta è molto simile a quella della passata legislatura, a prima firma Massimo Ungaro, poi confluita in un testo unico il cui iter legislativo era partito troppo tardi ed era stato interrotto dalla caduta del governo Draghi. Ma la nuova proposta dei Cinque Stelle contiene anche delle idee nuove. Innanzitutto l’impegno settimanale degli stagisti curricolari viene molto limitato. L'articolo 3 stabilisce, infatti, anche il numero settimanale di ore destinate a questo tipo di stage: 14 ore di formazione a tempo parziale e 26 a tempo pieno, ma di queste possono essere dedicate alla formazione tecnica a distanza rispettivamente sei e dieci ore.  L'articolo 8 prevede quello che sta più a cuore agli stagisti, ovvero l'obbligo del rimborso spese mensile per un importo minimo di 600 euro, cifra che dovrà ogni tre anni essere adeguata all'indice dei prezzi di consumo. L'articolo 6 introduce infine una vera novità: i sei mesi di stage consentirebbero, infatti, l'acquisizione di venti crediti formativi universitari e l'Inps provvederebbe al riconoscimento di questi crediti come contributi figurativi, a condizione però che lo stagista abbia per almeno cinque anni versato contributi previdenziali per lavoro subordinato.  Prima del Movimento 5 stelle c'è stata già un'altra proposta di legge per disciplinare i tirocini depositata, questa volta alla Camera, all'inizio della legislatura corrente, a novembre 2022: è la numero 572 "Disposizioni in materia di tirocinio curricolare ed extracurricolare per l’orientamento e la formazione dei giovani",  prima firmataria Chiara Gribaudo, deputata e  vice presidente del Partito democratico.  Nonostante sia stata presentata più di un anno e mezzo fa, nemmeno questa proposta ad oggi è stata calendarizzata. Per questo motivo, pochi giorni fa, durante una diretta Instagram la deputata Pd ha voluto ripercorrere l'iter di scrittura e presentazione del testo invitando tutti a «Farsi sentire perché si calendarizzi molto presto l'inizio della discussione: ci sono le proposte, noi vogliamo discuterle ma la destra no», ha così concluso il suo intervento.  Insieme a Gribaudo hanno partecipato alla diretta anche Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, Arianna Curti, vice segretaria Pd  Milano e Pietro Galeone, responsabile lavoro del Pd in Lombardia. L'obiettivo è «rilanciare un'idea diversa di lavoro», spiega Gribaudo, ripercorrendo il lungo percorso partito nel 2021 che ha portato alla scrittura della proposta di legge. «In questo Paese ci sono circa 500mila 25enni per un milione di 65enni. Se i secondi vanno in pensione, i primi entrano nel mercato del lavoro senza versare contributi e pagando zero tasse: come si fanno a garantire pensioni, sanità, servizi pubblici?», si interroga. Per questo motivo «ho ripresentato la proposta di legge 572 in questa legislatura». L'obiettivo è anche quello di provare a raccogliere maggiori dati sull'uso dello stage e sopratutto sul suo sbocco lavorativo, perché «se a sei mesi dal termine di un tirocinio extracurriculare solo il 30 per cento degli stagisti ha un contratto stabile, allora sarebbe meglio usare l'apprendistato».  La proposta di legge si compone di 13 articoli e ha due obiettivi principali: «introdurre l'obbligo del rimborso spese per i tirocini curricolari a cui aggiungere anche il rimborso di vitto e trasporto» riassume la deputata «e l'abolizione degli stage extracurriculari, salvo quelli attivati entro 12 mesi dalla fine di un percorso di studi». In questo caso il testo presentato si occupa, quindi, di tutta la disciplina dei tirocini, normando quelli durante il percorso di studi e puntando a eliminare quelli attivati al di fuori di tali percorsi: l’articolo 4, infatti, prevede la definizione di nuove linee guida sui tirocini extracurriculari entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.  (Con la caduta del governo, nel 2022, si era infatti interrotto non solo l’iter legislativo della proposta di legge sui curricolari, ma anche la messa a punto in sede di Conferenza Stato Regioni – gli extracurricolari sono infatti di competenza regionale – di un nuovo testo di Linee Guida che avrebbe ristretto la platea dei tirocini extracurriculari introducendo anche controlli più stringenti).  Anche la proposta di legge di Gribaudo prevede una durata massima per i tirocini curricolari di sei mesi, compresi rinnovi e proroghe, l'obbligo di comunicazione dell'attivazione dello stage da parte del soggetto ospitante e dell'assicurazione all'Inail contro gli infortuni sul lavoro. E anche in questa proposta è presente il rimborso spese obbligatorio per i tirocini curriculari, anche se solo a partire dal secondo mese e con un'indennità minima di 300 euro, cui però si aggiunge il rimborso delle spese di trasporto e strumentazione.  Il disegno di legge introduce anche delle premialità per le aziende che facciano un uso virtuoso dello stage, come la possibilità di attivare ulteriori tirocini curricolari in deroga ai limiti previsti in caso negli ultimi 24 mesi siano stati assunti in apprendistato o con contratto di lavoro subordinato almeno un quarto degli studenti che hanno svolto lo stage durante il percorso di studi, e l'esonero dal versamento del 50 per cento dei contributi previdenziali per il primo anno di assunzione, qualora lo stagista sia assunto con contratto a tempo indeterminato o per un periodo non inferiore ai 12 mesi.  La battaglia per abolire del tutto gli stage gratuiti e garantire che i tirocini extracurriculari non siano adoperati al posto di contratti più adeguati ha ripreso il via anche in questa legislatura. Gioca un ruolo centrale anche in in Europa, dove è stata presentata in Commissione europea dal Commissario all'occupazione e politiche sociali Nicolas Schmit una proposta per mettere al bando gli stage privi di qualità formativa e di indennità.   C'è da augurarsi che questa volta il Parlamento italiano, nonostante il silenzio sul tema nell'ultimo anno e mezzo, decida di affrontare nuovamente la questione cercando questa volta di arrivare a concludere qualcosa entro il termine della legislatura.Marianna LeporeFoto di apertura: di Camera dei deputati da Flickr in modalità creative commons

Indennità di 1800 euro al mese per i tirocini all'Agenzia europea dei medicinali, domande in scadenza

Ancora sette giorni per far domanda per un tirocinio presso l'Agenzia europea dei Medicinali (European Medicines Agency): l'ente, che ha sede ad Amsterdam e controlla e supervisiona i medicinali con un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica nell'Unione Europea, offre 44 posizioni di stage con un rimborso spese mensile di 1.800 euro. Per il 2024 l'Ema prevede di avere due sessioni di stage: «La prima è quella per cui è possibile fare domanda entro il 20 Maggio, per cui i tirocini prenderanno il via dal primo ottobre. La seconda, invece, comincerà a marzo 2025 e pianifichiamo di pubblicare il nuovo bando tra agosto e settembre di quest'anno», spiega l'ufficio stampa alla Repubblica degli Stagisti. Le richieste per questo tirocinio sono come sempre molto alte a dimostrazione che esperienze all'estero come questa fanno sempre molta gola ai giovani: nel 2023 Ema ha ricevuto 1.816 domande di stage per un totale di 52 posizioni offerte. La top tre dei Paesi con più richieste è identica a quella con più stagisti selezionati: in testa l'Italia, seguita da Spagna e Grecia. Inferiore, invece, il numero di domande  per il 2022, quando Ema ha ricevuto 1.442 application per un totale di 41 posizioni aperte. Per due anni fa, purtroppo, non è disponibile il dato relativo ai Paesi con più selezionati. Visto che nel 2024 ci saranno due sessioni di stage e solo per quella in corso i posti disponibili sono 44, è probabile che il numero totale di stagisti per l'anno in corso sia di gran lunga superiore alle ultime due annate. I tirocinanti, si diceva, ricevono un rimborso spese mensile di 1.858 euro, pagato ogni 15 del mese, oltre a sconti per il pranzo e a un contributo alle spese di viaggio. Quest'ultimo copre lo spostamento dal proprio Paese di origine a inizio e fine tirocinio «in caso il tirocinante percorra almeno 50 chilometri dal luogo di residenza alla sede dell'Agenzia». Questo significa che le eventuali spese aggiuntive per spostarsi ogni giorno per raggiungere l'ufficio – autobus o metro – non sono coperte da ulteriori rimborsi. Per avere un'idea di  quanto ammonti questo rimborso spese Ema mette a disposizione un tool per misurare la distanza dal luogo di provenienza ad Amsterdam ed elenca l'ammontare di rimborso in euro a cui si ha diritto. Per esempio se si vive abitualmente a Roma si avrà diritto a 600 euro aggiuntivi, che diventano 400 se si proviene da Milano. Lo stage dura dieci mesi, dal primo ottobre al 31 luglio e, in caso di seconda sessione, dal primo marzo al primo dicembre dello stesso anno. Al contrario di altri programmi di tirocinio all'estero, qui non è possibile prolungare la durata dello stage. Per partecipare è necessario essere un cittadino dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo (composto da tutti gli stati membri dell'Ue più Islanda, Norvegia e Liechtenstein), essere un neolaureato o iscritto al programma Erasmus+ o un dottorando o uno studente di master universitario, (quindi avere almeno un titolo di laurea). Bisogna avere un'ottima conoscenza della lingua inglese, almeno al livello C1 del Quadro comune europeo per le lingue, e una buona conoscenza di un'altra lingua ufficiale dell'Unione, almeno a livello B2. Non c'è poi nessuna incompatibilità con eventuali altri programmi di tirocinio in altre agenzie europee: questo significa che se si è, ad esempio, già stati un tirocinante al Parlamento europeo si può tranquillamente mandare la propria domanda, anzi Ema incoraggia a farlo. Per candidarsi è necessario registrarsi sul portale dedicato alla selezione del personale all'Ema. Per velocizzare questa fase, l'Agenzia ha recentemente introdotto la possibilità di caricare direttamente il proprio curriculum in formato pdf o word. Una volta creato il proprio profilo è possibile candidarsi per la posizione di stage, a tal proposito Ema mette a disposizione anche una guida utente che spiega passo passo come fare. Ai requisiti generali per partecipare si affiancano quelli specifici per ogni posizione, quindi è necessario selezionare ogni singola offerta per controllare di averli e decidere se mandare la propria application. È possibile candidarsi per più di una tipologia di tirocinio contemporaneamente, per esempio per analisi dei dati degli studi clinici e per analisi di dati sanitari, e se si verrà selezionati per una di queste automaticamente la propria candidatura sarà esclusa dalle altre. Le application sono prese in carico dalle singole divisioni, quindi chi si candida per uno stage per analisi dei dati degli studi clinici vedrà la propria domanda analizzata solo dai responsabili di questo settore e non ad esempio da quelli dell'ufficio piccole e medie imprese. Dopo un primo screening che dura tra le due e le tre settimane, ai candidati prescelti può essere chiesto un video colloquio, registrato o dal vivo, una prova scritta e una valutazione della personalità. Con tutti questi dati raccolti, si scelgono i migliori a cui offrire il tirocinio. Ma con tutti questi passaggi, cosa può fare la differenza per essere selezionati? «É importante avere un background pertinente al ruolo per cui si candidano», spiega l'Ufficio stampa, «oltre a dimostrare interesse, entusiasmo e motivazione nel contribuire al lavoro dell'Ema nella tutela della salute di ogni individuo e animale nell'Unione europea». Nella pagina web dedicata ai tirocini c'è anche un video di due tirocinanti attuali che raccontano questa esperienza. In più ci sono altri piccoli suggerimenti per un application che abbia esito positivo: rispondere sempre “sì” alle domande che chiedono di confermare di avere tutti i criteri di ammissibilità, altrimenti si viene automaticamente esclusi; adattare la descrizione delle proprie competenze ai requisiti richiesti ed elencati nell'avviso di tirocinio; arricchire le risposte alle domande di pre-screening con tutte le qualifiche ed esperienze pertinenti anche se inserite in altre sezioni; essere concisi e rispettare il numero di caratteri; controllare grammatica e ortografia; verificare sempre la data di scadenza entro cui fare domanda. Ema è molto chiara su cosa si aspetta ed offre agli stagisti: 10 mesi di stage, 40 ore di lavoro a settimana, rimborso spese e di viaggio, un mentore che supervisiona e monitora i progressi regolarmente, un programma di sviluppo che include informazioni sulle attività dell'Agenzia, partecipazione a seminari e riunioni. Dagli stagisti ci si aspetta un atteggiamento proattivo, una mentalità aperta per lavorare in un ambiente multiculturale, un contributo al lavoro quotidiano e interesse nei confronti dei metodi di lavoro dell'Ema. Che agli stagisti offre la possibilità di crescere professionalmente, mentoring da parte di specialisti di livello mondiale, opportunità di apprendimento, supporto e guida per tutta la durata dello stage. Se selezionati, bisognerà recarsi alla reception entro le 9 del mattino del primo giorno di stage. Si avrà l'occasione di conoscere tutti gli altri tirocinanti che cominciano quel giorno e il proprio mentore che presenterà i colleghi del proprio dipartimento. Proprio in questa occasione saranno poi illustrati gli elementi principali dello stage. A quel punto bisognerà essere in ufficio ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, con un'ora di pausa pranzo. Gli stagisti, però, possono anche approfittare dello smart internshipping: possono, infatti, svolgere fino al 40 per cento delle ore di tirocinio dal proprio appartamento di residenza ad Amsterdam ed anche svolgere il tirocinio a distanza dall'estero fino a un massimo di 10 giorni durante i 10 mesi di stage. In pratica, quindi, fino a due settimane. Al termine del proprio tirocinio bisogna poi fare una presentazione in cui illustrare cosa si è imparato e cosa questa esperienza ha lasciato. Come spesso capita, una volta terminato lo stage non c'è alcuna possibilità di essere assunti. «Se si è interessati a un futuro in Ema è necessario superare una selezione esterna come Agenti temporanei o Agenti contrattuali, le cui vacancy sono pubblicate sul portale dell'agenzia dedicato alla selezione del personale». Visti, però, gli aspetti positivi di questo programma, non resta che affrettarsi a far domanda e provare a far parte di un team multiculturale che conta oltre 800 persone e che ogni giorno si occupa di proteggere la salute di tutti in Europa.  Marianna Lepore

Studenti, ecco a voi la Guida Best Stage 2024: “Importante confrontarsi sugli stage di qualità”

La Guida Best Stage 2024 sbarca alla Cattolica di Milano. Lunedì 13 maggio ci sarà una presentazione della nuova edizione della Guida della Repubblica degli Stagisti dedicata ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro.Ospitata dalle 09:45 alle 11 durante una lezione della professoressa Ivana Pais (ma aperta anche a chi non è studente del suo corso!), la presentazione verrà introdotta da Giovanni Castiglioni dell'ufficio Stage e Placement di ateneo e ha come obiettivo quello di raccontare agli studenti i contenuti della Guida e quel che c'è dietro: un impegno costante per condividere informazioni, nella convinzione che il passaggio dalla formazione al lavoro possa essere affrontato meglio quando si sa a cosa si va incontro.«È sempre emozionante per noi, anche dopo tanti anni di attività della Repubblica degli Stagisti, incontrare gli studenti, avere occasioni di contatto diretto, senza mediazioni» dice Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti e curatrice della Guida: «Per noi l'empowerment delle nuove generazioni passa anche dallo scambio e dal dialogo. Non a caso, la lunga sezione di FAQ, sia sul nostro sito sia nella Guida Best Stage, è largamente "guidata" dalle domande e dagli interventi che i giovani fanno durante questi incontri oppure online, sul nostro Forum che è sempre molto frequentato e vivace».L'idea di ospitare una presentazione della Guida all'interno di una sua lezione, inserendola nell'ambito delle attività di orientamento degli studenti coordinate dal Career service di ateneo, è stata proprio della professoressa Pais: «Per noi docenti è importante mettere a disposizione dei nostri studenti occasioni per informarsi e formarsi sul mondo del lavoro, e anche opportunità per l'incontro diretto con le persone che si occupano di risorse umane».Infatti all'evento, oltre Eleonora Voltolina, parteciperanno anche Silvia Zanella ed Eleonora Torre dell'ufficio Employer Branding & Employee Experience Leader di EY Italia, per raccontare come funziona il recruiting in EY e il mondo del lavoro in consulenza. EY è anche quest'anno sponsor della Guida Best Stage, permettendo che ancora una volta questa pubblicazione possa essere disponibile gratuitamente per tutti (basta scaricarla in formato pdf da questo sito).«Già nel loro percorso curricolare gli studenti hanno occasione di mettersi alla prova in percorsi on the job» aggiunge Pais «ed è per questo molto importante questa occasione di confronto sulle caratteristiche degli stage di qualità; così come è importante che conoscano i loro diritti e doveri».Questo è certamente un punto cruciale, anche alla luce dei risultati emersi dall'indagine realizzata l'anno scorso dagli studenti del Laboratorio di ricerca sociale qualitativa dell'università Cattolica di Milano, sotto la guida della professoressa Cristina Pasqualini, su oltre cento persone tra i 21 e i 28 anni che avevano recentemente svolto uno stage. L'obiettivo della ricerca – i cui risultati principali sono anche riportati in una sezione della Guida Best Stage 2024 – era proprio quello di capire l'esperienza del tirocinio attraverso i loro occhi. Principale criticità emersa: una scarsissima consapevolezza del quadro normativo di riferimento.Solo la metà dei giovani intervistati conosceva, prima di iniziare il percorso, i contenuti del progetto formativo individuale; la quasi totalità non aveva letto le normative che regolamentano i tirocini, e nessuno aveva cercato informazioni in proposito. Per questo, una delle sezioni più importanti della Guida è proprio quella che ripercorre Regione per Regione le normative sui tirocini extracurricolari... Sempre in attesa che finalmente una nuova legge sui curricolari vada a sostituire quella attualmente ancora in vigore, che risale addirittura al 1998.L'appuntamento per l'evento di presentazione della Guida Best Stage è nell'aula SA.324 Rotta, nella sede di via Sant’Agnese della Cattolica di Milano, alle 09:45.

Il master di Bip xTech e Cefriel da quest'anno punta sull'intelligenza artificiale: subito assunzione in alto apprendistato

«Il mondo delle tecnologie sta cambiando: tra qualche anno non useremo più i cellulari come li usiamo oggi, internet come lo usiamo oggi. Avremo più agenti, più conversazione: e questa nuova trasformazione avrà bisogno di professionisti». A dirlo è Marco Pesarini, partner di Bip, multinazionale della consulenza manageriale specializzata nella trasformazione digitale. «Quindici anni fa servivano gli esperti di internet, adesso servono gli esperti di intelligenza artificiale» nel mondo del lavoro, continua Pesarini: per questo «specializzarsi su questo tema apre a carriere con molte opportunità internazionali e senza barriere, dato che con queste tecnologie si può lavorare da dovunque e per chiunque».Bip e Cefriel, due delle aziende virtuose dell'RdS network, stanno per partire con la sesta edizione del loro ormai consueto master dedicato alle nuove tecnologie. Alla quinta edizione hanno partecipato venti persone, un numero in crescita rispetto all precedenti, con un’età media di 27 anni e mezzo. E quest'anno cambia il nome: da “Cloud Data Engineering” il percorso formativo – interamente finanziato da Bip attraverso xTech, la sua divisione che mette 600 professionisti specializzati negli ambiti Data & AI, Cloud, Digital Platforms and Solutions a supporto delle aziende clienti nella trasformazione digitale con un approccio cloud e data-driven – diventa in “AI & Data Engineering”. «Una componente di intelligenza artificiale era già presente nel corso» specifica Pesarini, «ma l'abbiamo aumentata: e quindi abbiamo voluto esplicitarlo».La scelta di intensificare il focus su questa tematica nasce dal fatto che «negli ultimi anni sono nate delle nuove forme di intelligenza artificiale – di cui abbiamo anche parlato nel nostro podcast – che richiedono competenze specialistiche aggiuntive rispetto a quelle che già c'erano» spiega Pesarini (ospite pochi mesi fa di un episodio del podcast della Repubblica degli Stagisti), tanto che «qualcuno ha iniziato a parlare di “prompt engineering ” come nuova professione». Il prompt engineering è la capacità di strutturare di un'istruzione in modo che possa essere interpretata e compresa al meglio da un modello di intelligenza artificiale generativa.E se il manager non è completamente d'accordo sul concetto di “nuova” professione, è però convinto «che ci siano delle competenze da aggiungere al bagaglio di chi vuol fare questo lavoro. Abbiamo voluto evidenziare maggiormente la parola “AI” nel nome del master perché, rispetto al vecchio programma, con questo nuovo la quantità di ore che si fanno su tematiche più orientate all'AI è aumentata in modo importante». Se prima l'intelligenza artificiale rappresentava il 30-40% dei contenuti didattici, contro «un 60-70% di data engineering, adesso la percentuale si è invertita; e ci sono attività nuove – per esempio, come fare le domande giuste a ChatGPT».Le “domande giuste” sono un fattore chiave, perché ogni strumento di intelligenza artificiale è un po' differente. «C'è un aspetto interessante, che alcuni chiamano la "personalità" di questi strumenti» sorride Pesarini: «Perché hanno un modo di rispondere diverso. Alcuni sono più bravi a rispondere alla domanda secca, come ChatGPT, che però ti segue meno nei ragionamenti in sequenza di domande. Altri, come Gemini di Google, non rispondono benissimo alla domanda secca, ma seguono meglio i ragionamenti. Perché lo facciano non è chiaro... però lo fanno! Questo, al di là delle battute sulla “personalità”, richiede formazione».Il master, riconosciuto dal Politecnico di Milano e classificato come di II° livello, ha dunque adesso come titolo “AI & Data Engineering”. «E va bene, questo è quello che c'è scritto sulla pergamena» scherza Roberta Morici, Head of Education Team di Cefriel: «Però la verità, come dico sempre ai partecipanti, è che è un master in learning agility, che è oggi una delle skill più importanti. Nessuno di noi farà lo stesso lavoro per quarant'anni come i nostri genitori, tutti ci dobbiamo reinventare; e quindi abbiamo bisogno di questa agilità di apprendere mestieri nuovi, competenze nuove».Le selezioni per il master sono aperte da qualche settimana e chiuderanno il 5 giugno: i corsi prenderanno il via il 17 giugno (qui la brochure con tutti i dettagli e il video esplicativo). In particolare, tra i ruoli di Cefriel, centro di innovazione digitale fondato nel 1988 dal Politecnico di Milano, c'è anche quello di garantire la realizzazione di project work per l'applicazione degli apprendimenti. Negli anni passati, per esempio, questi project work sono consistiti in attività di ri-progettazione di piattaforme dati per grandi società di consumo; oppure data migration su Google Cloud di archivi di dati centralizzati per aziende del settore moda e lusso; sviluppo di barre di ricerca intelligenti utilizzando AI per i portali e-commerce di aziende operanti nella grande distribuzione; o ancora, nella creazione di piattaforme dati su AWS per integrazione dei dati SAP per aziende del comparto elettrodomestici. Questi sono solo alcuni esempi, per far capire quanto ai partecipanti venga immediatamente permesso di “mettere le mani in pasta”.Come di consueto per questo master, non c’è una quota di iscrizione da pagare: anzi, ogni persona selezionata viene assunta fin dal primo giorno con un contratto di alto apprendistato. Il che vuol dire un vero contratto di lavoro subordinato, con retribuzione, contributi, ferie pagate e tutto il resto.Roberta Morici non si stanca mai di «stressare quanto questa sia una formula contrattuale potente e win-win per tutti. È una cosa incredibile che pochi sanno». In effetti, l’alto apprendistato (o “di II° livello”) viene purtroppo utilizzato con contagocce, come evidenziato anche da un approfondimento della Repubblica degli Stagisti. Eppure, come dice Morici, è una formula vantaggiosa. Innanzitutto per la persona assunta – che «lavora, viene retribuita, e l'azienda le paga un titolo di terzo livello che comunque rimane nel suo curriculum, fa employability a lungo termine, e che è sicuramente un grandissimo valore».Ma il vantaggio è anche per l’azienda, che si ritrova ad avere persone nuove che sono sì in formazione, ma già operative sul lavoro. Infatti il master ha una durata di due anni e prevede tredici settimane di formazione on line full immersion e poi, dal quarto mese, il coinvolgimento in attività di business. Ma per le aziende c'è anche un altro grande vantaggio, e cioè una maggiore capacità di trattenere i talenti. Un effetto confermato dai feedback di fine corso che Cefriel raccoglie da Bip e dalle altre aziende con cui organizza queste attività formative: «Sappiamo bene che di questi tempi c'è una volatilità molto alta, i ragazzi se ne vanno velocemente, danno le dimissioni» riassume Morici: ma «aver fatto un master crea classe, crea appartenenza: non solo con l’azienda, ma tra di loro. I partecipanti hanno fatto un'avventura importante insieme, lo studio è è stato molto coinvolgente. Sentirsi parte di una community di persone che studiano e imparano e lavorano contemporaneamente fa retention».A livello di docenti, a fare lezione è un mix di professori del Politecnico (il direttore del master Pierluigi Plebani e poi Marco Brambilla, Luciano Baresi, Cinzia Cappiello, Emanuele Della Valle, Mattia Salnitri, Sebastian Troìa e Monica Vitali) e di professionisti esperti della galassia Bip. Tre nomi, giusto per fare qualche esempio di chi ha insegnato negli anni passati: Danilo Attuario, Andrea Lui, Alessandro Volpe. Attuario, che in Bip è Data & AI Director, «ha gestito un progetto molto avanzato in un contesto sfidante, l'assistenza psicologica, per la creazione di un assistente virtuale che tratti casi preliminari di disturbo psicologico» racconta Pesarini: «Una specie di strumento di auto-aiuto molto innovativo, che va al di là delle frontiere di queste tecnologie – che sono nate per rispondere; mentre un assistente deve anche essere in grado, nel caso particolare, di provare a proporre qualcosa. E quindi lì abbiamo dovuto affrontare come aiutare queste tecnologie a diventare propositive, e non soltanto reattive».Andrea Lui, Cognitive and Generative AI Lead in Bip, è invece un esperto di strumenti di sintesi del contenuto: «Con lui abbiamo fatto diversi progetti di supporto nel mondo delle gare pubbliche, nel recupero delle informazioni in bandi complessi» dice Pesarini: «Con questi strumenti si riesce più facilmente a trovare i contenuti che servono dentro ai bandi», riducendo di molto il tempo necessario per individuare gli aspetti rilevanti e costruire proposte efficaci da presentare in gara. L’Head of Data Science di Bip Alessandro Volpe, infine, sta lavorando sull'utilizzo delle tecnologie AI nel mondo della computer vision: «Il video alla fine è sempre una forma diversa di numeri». In questo caso quindi si lavora con l'intelligenza artificiale «per leggere le immagini».I nomi esatti di chi parteciperà come docente nell'edizione di quest'anno ancora non si conoscono con precisione, ma saranno comunque senior della struttura di intelligenza artificiale di Bip e realizzeranno lezioni con «l'ambizione di ripercorrere e discutere di progetti» realmente svolti, o in corso di svolgimento, «perché questo dà molta informazione su cosa si può fare oggi con le tecnologie, e che problemi si affrontano».In generale, sono tre gli ambiti in cui le aziende cercano di più l'aiuto delle tecnologie di AI oggi: l'ottimizzazione delle chatbot, l'estrazione di informazioni da grandi moli di documenti, e la generazione di contenuti. «In tutti e tre i casi, ci vengono chiesti due tipi di professionisti: il data engineer, che porta i dati al modello, e l'AI engineer, che sceglie il modello giusto e poi sa come usarlo al meglio» spiega Pesarini: «Il primo è l'ingegnere che mette in piedi l'architettura, che ha essenzialmente il compito di fare in modo che l'azienda parli con questi strumenti: la persona che crea il “bocchettone” che collega l'azienda e le sue informazioni allo strumento. E poi c'è lo specialista che agisce sulla tecnologia di intelligenza artificiale per farla funzionare al meglio: quello che decide quale dei vari prodotti di intelligenza artificiale utilizzare, come fare le domande, se è necessario fare del training speciale oppure no».Un altro aspetto interessante è quello linguistico. Gli strumenti di AI ad oggi funzionano essenzialmente in inglese, quindi bisogna imparare a padroneggiarli nella loro “madrelingua” (anche se, come quando si fa riferimento alla “personalità”, è un po’ strano usare il concetto di “madre” per una cosa…). «In realtà si possono usare questi strumenti anche in lingue che non siano l’inglese», precisa Marco Pesarini, «però il funzionamento base è quello dell'inglese. Questi strumenti sono addestrati in inglese e poi imparano la traduzione in italiano, che non è come addestrarsi in italiano. Infatti ci sono degli investimenti per fare addestramenti nei Paesi europei, perché si dice che è importante che ci siano strumenti più rappresentativi delle nostre lingue e del nostro modo di rispondere». Resta indubbio che oggi sapere l'inglese dà un vantaggio ad utilizzare ChatGPT e compagnia. «È un po' come cercare le cose su Wikipedia in inglese o in italiano» conferma Pesarini: «Si trovano in italiano, però la versione in inglese di solito è più ricca e più aggiornata». 

Chi vuole provare a candidarsi per partecipare a questo master in alto apprendistato ha ancora poco più di un mese: le selezioni chiuderanno mercoledì 5 giugno.

Ultimi giorni per far domanda per un tirocinio al Consiglio d’Europa, indennità di 630 euro

Tra i tanti programmi internazionali di stage c’è anche quello presso il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione con sede a Strasburgo che riunisce 46 stati membri – di cui 27 membri dell’Unione europea – per un totale di 700milioni di cittadini e ha la missione di promuovere la democrazia e di proteggere i diritti umani e lo stato di diritto in Europa. Ben diverso, quindi, dal Consiglio europeo, che è invece un’istituzione dell’Unione europea composta dai capi di Stato e di governo degli Stati membri e dal Presidente della commissione europea, volta alla pianificazione delle politiche comunitarie.  Due volte l’anno l’Organizzazione apre le sue porte per ospitare giovani laureati come tirocinanti e offrirgli l’opportunità di fare un’esperienza in un ambiente lavorativo complesso, multiculturale e stimolante. Ma è la stessa organizzazione a beneficiare della presenza dei giovani e del loro «entusiasmo, motivazione e competenza», come si legge dal sito internet. Ora è il momento per fare domanda per gli stage che prenderanno il via a ottobre 2024. Data ultima per l’application è la mezzanotte del 26 aprile. E ci sarà una novità non di poco conto: «Eccezionalmente selezioneremo 90 tirocinanti per la sessione autunnale, mentre di solito sono circa 80 per ogni sessione», spiega il servizio dei Portavoce del Consiglio d’Europa alla Repubblica degli Stagisti, questo perché per l’anno in corso «disponiamo dei mezzi finanziari per includere altri 10 tirocinanti». Se selezionati si riceverà un rimborso spese mensile di 630 euro, leggermente aumentato quest’anno rispetto ai circa 600 degli anni passati. Il rimborso spese è stato introdotto da relativamente poco tempo visto che ha preso il via a settembre del 2020. Lo stage potrà cominciare il primo ottobre e, a seconda della durata, terminare il 28 febbraio 2025. I tirocini in Coe, infatti, possono durare dalle otto settimane ai cinque mesi. «La maggior parte si svolgono presso la sede centrale nella città di Strasburgo ma alcuni tirocinanti possono essere ospitati anche nelle sedi esterne, principalmente a Bruxelles, Graz, Vienna, Lisbona, Lussemburgo, Ginevra e Budapest». Anche per loro il rimborso spese mensile sarà di 630 euro. La notifica della selezione arriverà a giugno.  Anche se lo stage al Consiglio d’Europa è decisamente economicamente meno conveniente di gran parte dei tirocini presso le varie istituzioni europee, in realtà gode di un certo appeal tra i giovani, anche italiani. Basta dare un’occhiata ai numeri per rendersene conto: per la sessione di marzo 2024, infatti, sono arrivate 1.719 domande. Il Coe ha selezionato 114 giovani, ma 31 hanno rifiutato l’offerta e alla fine hanno iniziato lo stage in 83. Ancora una volta l’Italia si piazza decisamente bene per application presentate: ben 391, ed è seconda solo alla Francia con 628, terza la Germania con appena 82 domande. Il nostro Paese non delude nemmeno per quanto riguarda le selezioni, piazzandosi al secondo posto. In seguito alla selezione da parte del Coe sono state offerte 25 posizioni di stage a francesi, 22 a italiani e 10 a tedeschi. Come detto non tutti hanno accettato e, infatti, nella top tre per numero di selezionati vince sempre la Francia con 21 a cui segue l’Italia con 16 e Georgia e Regno Unito a pari merito con sette.  Le cose cambiano se si analizzano invece i numeri relativi allo scorso anno: innanzi tutto perché nel 2023 si è tenuta una sola sessione di stage che ha raccolto 1.889 domande. «All’inizio dello scorso anno l’Organizzazione era nel mezzo di un’importante riforma del suo statuto e regolamento del personale e lo staff della direzione delle risorse umane era concentrato sul nuovo quadro. Di conseguenza una sessione di tirocinio è stata annullata». Il consiglio d’Europa ha inviato, quindi, 114 offerte ma in 39 hanno rifiutato e alla fine hanno cominciato lo stage 75 giovani. In questo caso è stata l’Italia a battere tutti per richieste: ben 449 application, cui segue la Francia, 284, e la Turchia, 111. I primi tre Paesi per numero di offerte di tirocinio da parte del Coe sono stati la Francia, 22, l’Italia, 13 e Germania, Grecia e Spagna tutti con otto offerte. Alla fine, la top tre dei Paesi con più tirocinanti che hanno accettato è stata Francia, con 15 stagisti, Italia, con 12, e Norvegia, Spagna e Turchia tutti con cinque.  Una volta selezionati «i tirocinanti hanno lo stesso orario dei membri dello staff, sette ore e 45 minuti al giorno». Al momento, precisa il servizio dei Portavoce del Consiglio d’Europa, non sono previsti sconti per il pranzo o ticket pasto, ma la possibilità di introdurli è in fase di studio. Per provare a partecipare allo stage bisogna innanzi tutto verificare di avere tutti i requisiti richiesti: avere la nazionalità di uno degli stati membri del Consiglio d’Europa, avere un diploma di laurea di primo livello, avere un’ottima conoscenza di una delle due lingue ufficiali del Consiglio, ovvero inglese o francese, e una buona conoscenza dell’altra, oltre al desiderio di acquisire esperienza pratica e conoscenza del funzionamento e delle attività del Consiglio d’Europa. Come spesso capita in questi casi, è poi necessario non aver già svolto un tirocinio o un periodo di studio all’interno del Coe.  Tra le sue varie strutture interne vi è anche la Corte europea dei diritti umani, l’organo giudiziario permanente che garantisce a tutti gli europei i diritti tutelati dalla convenzione europea dei diritti dell’uomo: nel caso si desideri fare il tirocinio qui è necessario avere una laurea di secondo livello o un diploma di master. In fase di candidatura è possibile scegliere un solo dipartimento all’interno dell’organizzazione e conviene, quindi, dare un’attenta lettura ai compiti e ruoli di ognuno. Per fare domanda è necessario accedere alla pagina dedicata e iniziare a compilare tutti i campi richiesti, partendo dalla durata dello stage che può essere di due, tre, quattro o cinque mesi. Poi compilare tutte le sezioni tra cui, in ultimo, una breve descrizione che dimostri di essere in possesso delle competenze richieste. Sul sito del Consiglio d’Europa si elencano anche i compiti che normalmente sono assegnati agli stagisti: lavoro di ricerca, preparazione di progetti e studi per riunioni di esperti, redazione dei resoconti delle riunioni, assistenza nei lavori in corso, aggiornamento dei siti web. Tirocinanti che non sono abbandonati a sé stessi visto che «Forniamo un programma completo di introduzione alla professione per i tirocinanti che gli consente di conoscere le strutture, le attività e le procedure di cooperazione internazionale seguite dal Consiglio d’Europa, compresa l’attuazione della Convenzione europea sui diritti umani. I tirocinanti possono partecipare alle conferenze organizzate all’interno dell’Organizzazione, alle sedute dell’Assemblea parlamentare del consiglio d’Europa e agli incontri che possono svolgersi durante il loro soggiorno a Strasburgo e sul campo».Se interessati a far domanda, il Consiglio d’Europa mette a disposizione anche un’intera sezione con tutte le informazioni pratiche necessarie per trasferirsi a Strasburgo, dalle zone in cui cercare casa agli aeroporti più vicini, dai mezzi pubblici disponibili agli eventi culturali in città. C’è poi il sito dell’ufficio del turismo disponibile anche in italiano e un’intera sezione con le faq più importanti relative al processo di selezione.  È bene ricordare che svolgere un tirocinio non è un primo step per entrare a far parte dello staff del Consiglio d'Europa, tanto che il servizio dei Portavoce precisa che «non è la prospettiva principale, ma i nostri stagisti possono e fanno domanda sia per le posizioni di reclutamento temporaneo che permanente». In entrambi i casi a fare la vera differenza per essere reclutati è la corrispondenza tra l’esperienza del singolo e il profilo ricercato. «Spesso i tirocinanti sono all’inizio della loro carriera, quindi sono più adatti i giovani che escono dai nostri programmi Junior Professional e Assistant avvocati». Se si è comunque interessati a provare questa esperienza internazionale, conviene affrettarsi a far domanda; nel caso non si venisse reclutati, si potrà ritentare per la prossima sessione di stage – quella che prenderà il via a marzo del prossimo anno, per la quale le application partiranno a ottobre. Marianna LeporeFoto di apertura: Palais de l'Europe, dell'architetto Henry Bernard, credits Consiglio d’EuropaFoto in alto a destra e in basso a sinistra: credits Consiglio d'Europa

Tirocini pagati 2mila euro al mese presso l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale

C’è tempo fino al primo luglio per fare domanda per uno stage presso la World Intellectual Property Organization, una delle tante agenzie specializzate delle Nazioni Unite con la sede principale a Ginevra in Svizzera. La buona notizia è che la Wipo rientra tra le agenzie delle Nazioni Unite che prevedono un rimborso spese per i suoi stagisti: l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, nata nel 1967 con la finalità di incoraggiare l’attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo, in effetti paga i suoi tirocinanti fin dall’avvio del suo programma di stage, nel 1999. Negli anni l’indennità prevista è anche aumentata, segno di un’attenzione verso gli stagisti.  Per il 2024 il rimborso spese per i tirocinanti è di 1.645 franchi svizzeri per gli stagisti con una laurea di primo livello e 2.170 per quelli con laurea di secondo livello, pari rispettivamente a circa 2mila 200 e 1.600 euro. E pensare che fino a quattro anni fa il rimborso spese per i tirocini con una laurea di primo livello era solo di 500 franchi svizzeri; poi nel 2020 è arrivata la decisione di aumentarlo a 1.570, e adesso il nuovo aumento fino appunto a 1.645 franchi. (Gli stagisti, non dubitiamo, apprezzano).Per il 2024, come per l’anno passato, sono a disposizione circa 50 posti di tirocinio anche se Edward Harris, Senior Communications Officer alla World Intellectual Property Organization, precisa alla Repubblica degli Stagisti che «la disponibilità di stage è direttamente collegata alle esigenze operative degli uffici», il che significa che non c’è certezza il numero sia effettivamente questo. Per esempio, nel 2023 «avevamo ricevuto 2.561 domande e alla fine sono stati selezionati trentacinque stagisti, trenta per la Categoria II e i cinque rimanenti per la Categoria I». Numeri simili per il 2022, quando «le candidature totali sono state 2.112 e i tirocinanti selezionati ventotto».  Sia per l’anno scorso che per il 2022, i primi tre paesi per numero di candidature sono stati Italia, India e Cina. Mentre per quanto riguarda i tirocinanti, nel 2023 la top tre delle regioni con più selezionati (ndr. Wipo non classifica per Paese ma ha solo il dato per aree geografiche) vede Asia e Pacifico al primo posto, seguita da Nord America ed Europa occidentale, mentre l’anno precedente la prima posizione è sempre la stessa seguita da Europa occidentale e Africa.   Nel periodo che va dal 2009 al 2022, l’Organizzazione per la proprietà intellettuale ha ospitato 572 stagisti, di cui la stragrande maggioranza, ben 375, donne. Il numero maggiore di tirocinanti in questo lasso di tempo proveniva dall’area Asia e Pacifico, 164, tallonata subito dall’area dell’Europa occidentale, in cui rientra anche l’Italia, con 163.  Similmente a quasi tutti gli altri programmi di stage di enti sovranazionali e ong, anche questo del Wipo non è un primo passaggio per una futura selezione come personale interno. E, infatti, negli ultimi due anni nessuno stagista ha avuto poi uno sbocco di questo tipo. «Maggiori opportunità, in questo senso, le dà il Fellowship program (ndr. il programma di borse di studio) sempre rivolto ai più giovani, che prevede ulteriori opportunità per imparare e sviluppare un’esperienza professionale per due – tre anni» spiega Harris: «Abbiamo registrato un aumento significativo del numero di borse di studio che offriamo per cercare di raggiungere le regioni e i paesi sottorappresentati».   Se si analizza il Programma di spesa 2024/2025 dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale si scopre che il budget per tirocini e borse di studio è aumentato di quasi il 27 per cento, pari a 4 milioni di franchi svizzeri, rispetto al biennio 2022/2023, ma guardando il dato disaggregato, l’aumento è stato concentrato nelle borse di studio e non nelle indennità di tirocini, per i quali, anzi, l’investimento è diminuito di quasi il 30 per cento.     Questo numero è però relativo alla pianificazione di spesa e non a quella effettiva secondo la quale il taglio per il biennio in corso è “solo” del 12 per cento. Diminuzione del budget che non ha in realtà influito sul numero effettivo dei posti, come dimostrano i numeri degli ultimi anni. Come già in passato l’ufficio stampa Wipo aveva confermato alla Repubblica degli Stagisti, di norma l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale pianificava di ospitare tra i 50 e i 60 stagisti l’anno, per i quali accantonava delle risorse in bilancio. Di fatto negli ultimi tre anni il numero di selezionati non è stato, però, mai superiore ai 40 tirocinanti, anzi di gran lunga inferiore. Quindi il taglio in bilancio del 12 per cento fotografa una realtà già in corso da tempo in cui i tirocini offerti non superano le quaranta unità. Nella differenza tra tirocini di prima o seconda categoria non rientra solo il titolo per accedervi e il diverso rimborso spese, più alto per il secondo caso, ma anche la durata dello stage. Per la prima categoria, infatti, il percorso formativo può durare da un minimo di due mesi fino a sei, mentre per la seconda va dai due mesi a un anno. Per i tirocinanti assegnati a una sede diversa da quella centrale a Ginevra, il rimborso spese è determinato anche in base alle condizioni del luogo ed è pagato in valuta locale, quindi non in franchi svizzeri, perciò per avere maggiori dettagli bisogna controllare in quel caso i singoli siti internet. Sul sito dell’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale si precisa anche che non è possibile svolgere il tirocinio da remoto, quindi se si accetta l’offerta di stage bisogna necessariamente trasferirsi.   Wipo non è responsabile dell’organizzazione del viaggio per raggiungere Ginevra né dei relativi costi: unica eccezione sono i tirocinanti cittadini di Paesi in via di sviluppo, meno sviluppati o in transizione, per i quali è previsto un rimborso fino a un massimo di 1.500 franchi svizzeri per il viaggio di andata e ritorno.  Per partecipare è necessario essere iscritti a un corso di laurea di primo livello, in questo caso all’ultimo anno, o a un corso di laurea di secondo livello o aver conseguito il titolo negli ultimi due anni. È poi necessaria un’ottima conoscenza della lingua inglese e meglio anche del francese. Per far domanda bisogna creare un profilo sul sito della Wipo e registrarsi compilando tutte le sezioni, compresa quella riferita all’area preferita di lavoro. A questo punto è possibile mandare la propria application, che verrà salvata automaticamente per un anno. Ogni volta che nel corso dei 365 giorni seguenti si aprono in qualche ufficio nuove opportunità di stage, vengono esaminate le domande inviate e i giovani che meglio combaciano con le richieste degli uffici sono contattati e invitati per un’’intervista, che può essere condotta al telefono, in videochiamata o di persona.A volte il processo di selezione consiste anche in un test scritto. Passato un anno dall’inserimento della candidatura, è necessario farne una nuova perché la precedente viene automaticamente cancellata. I tempi di selezione non sono certo brevi, anche dopo aver passato il primo step, tanto che sul sito si specifica che «una volta che il candidato è stato contattato per un’opportunità, di solito servono diverse settimane per concludere la selezione e informare degli esiti». Sfortunatamente, però, «a causa del gran numero di domande che riceviamo, possiamo contattare solo i candidati selezionati. Quindi se dopo sei mesi dalla chiusura dell’annuncio non vieni contattato, significa che la tua candidatura non è stata accolta o non c’erano opportunità adeguate al tuo profilo».  Si incoraggiano, però, i giovani a presentare nuovamente domanda non appena sarà pubblicata la nuova vacancy. Se selezionati si entra a far parte di un gruppo di lavoro multiculturale che al giugno dello scorso anno contava 1.684 persone, in gran parte donne, più del 54 per cento. Nella maggior parte dei casi gli stagisti vengono assegnati alla Direzione generale (un terzo esatto di quelli accolti tra il 2009 e il 2022, 186 su 572, sono stati inseriti in questa struttura) oppure all’ufficio Sfide globali, dove hanno fatto esperienza nello stesso arco di tempo 92 tirocinanti (pari al 16%): la restante metà finisce sparsa in tutti gli altri uffici. Il programma di stage della Wipo riceve un riscontro positivo anche dagli stagisti stessi. Secondo lo Un Internships Quality Index 2019/2021 della Fair Internship Initiative - rete globale di stagisti, attuali ed ex, consulenti e giovani professionisti dell’Onu che si battono per condizioni di lavoro più sostenibili soprattutto per i più giovani nel network di uffici Onu - la Wipo occupa il terzo posto nella classifica dei programmi di tirocinio delle Nazioni Unite. Secondo FII, l’organizzazione ha ottenuto anche dei miglioramenti nel processo di candidatura e selezione. Wipo è alla ricerca di persone di talento in una varietà di ambiti che vanno da quello economico al legale, dal marketing e comunicazione al campo delle traduzioni, dal project management all’information technology. Sul sito sono presenti tutte le informazioni, c’è anche una pagina dedicata alle testimonianze degli ex stagisti  e un’altra alla storia dell’Organizzazione e ai settori in cui saranno assegnati gli stagisti.  Non resta che raccogliere tutte le informazioni necessarie e provare a partecipare a questa opportunità internazionale.Marianna Lepore   Foto di apertura: credit Wipo/Berrot in modalità Creative Commons Foto a sinistra: credit Wipo/Pierre Albouy in modalità Creative Commons Attribution 4.0 International License